—Lasciate fare a me, diss'ella alzandosi; ho capito, e farò quel che si può. Già ho messo da banda gli scrupoli, posto che voi m'assicurate che non c'è proprio niente di male, e che si tratta d'obbligazioni che quel signore ha verso la famiglia della quale parliamo. E poi, in ogni caso, mi garantite che avrò le spalle al muro?
—Andale là, andate franca che non si muoverà una mosca. Ma con questo, non fate con troppa premura; pigliate le cose alla lunga, quietamente, chè nessuno sappia, nè possa indovinar nulla; sopra tutto che il mio nome per ora non sia pronunziato; non mostrate nemmeno d'aver conoscenza di me.
—Non dubitate, siamo intesi; e quando ci sarà del nuovo mi lascierò vedere.
—No, no, non v'incomodate; verrò io stesso da voi, è meglio così: già sono di rado in casa, ho un diluvio d'affari addosso, e arrischiate dì non trovarmi; passerò io da voi.
—Non occorr'altro, come volete; intanto, state bene.
—A rivederci, signora Emerenziana.
E l'accompagnò fino alla porta, la schiuse e la riserrò dietro a lei con gran cautela. Quando si vide solo, lasciò fuggire una sonora e sconcia risata; poi, fregandosi le mani, cominciò a passeggiare in su e in giù per il salottino, ravvolgendo in mente cento pensieri che mano mano gli si dipingevano ne' mutamenti strani della fisonomia; e alcune parole gli scappavano come involontariamente di bocca:—Va pur là, vecchia strega, chè l'Omobono sa il fatto suo, e anche tu bevi grosso come gli altri…. Questa ragazza, questo fiore di cui non vidi da un gran pezzo il compagno, che pare proprio una madonnina, è quella che ci voleva…. essa deve fare in un modo o nell'altro la mia fortuna. Io non perdo il giudizio, no; e non arrischio un pelo…. e alla fin fine, se il mio giuoco non riesce, l'Illustrissimo finirà a pagar lui per me anche questa volta…. Pensate un po', s'io son uomo da fargli il cane da caccia, senza averne le mie ottime ragioni…. Ormai, tutti gli affari miei van bene, benone…. se il diavolo non ci mette la coda, innanzi che passino due anni, l'Omobono, il mercantuzzo fallito, si vedrà cavare il cappello da quei che adesso gli fanno fare anticamera e lo tengono per un barattiero venuto al pelatojo…. poveri barbagianni!—
E passando dietro al paravento, aprì l'usciuolo della sua cassa ferrata; facendo scattar la molla d'un ripostiglio segreto, ne trasse alcuni fasci di carte vecchie, ripassò molti conti, annotò parecchi chirografi bollati e non bollati, fece di molte somme e moltipliche, sfogliazzò registri e polizze di ricevuta, sprofondandosi del tutto in que' sogni di Mida.
Intanto, la famiglia della Teresa, abbastanza serena e benedetta in mezzo alle disgrazie, menava una vita umile e buona, una vita a cui la felicità non mancava, perchè non mancavano il lavoro e la speranza.
Solo Damiano, da qualche tempo, immalinconiva. La madre e la sorella vedevanlo quasi sempre sopra pensiero; mangiava poco al desinare, parlava meno; e se ne stava fuor di casa pressochè tutta la giornata. Non sapevano però com'egli passasse l'ore libere della mattina nello studio del vecchio pittore, al quale, dopo molto dubitare e molto pentirsi, aveva confidato di voler tentare a ogni modo se la sua vocazione per l'arte fosse vera, per riuscire a qualche cosa di bene o guarire per sempre. In mezzo a questo però, non era men frequente alle scuole del liceo; poichè avendo giurato di saper procurarsi, al più presto, il bisognevole per la famiglia, non voleva chiudersi l'unico sentiero a qualche onesto impiego. Intanto il poco che guadagnava presso il negoziante di pannine, lo metteva al coperto dell'imminente necessità e gli dava coraggio per l'avvenire.