Entrata appena la famiglia nella sala ov'erano disposti qua e là, sui cavalletti, i quadri de' concorrenti, ecco che la Stella mette un grido di gioja e riconosce, sulla prima tela che le si offre alla vista, il proprio volto in quello della bellissima giovinetta ivi dipinta. Allora comprese il segreto di suo fratello; e correndo con impeto ingenuo, affettuoso nelle braccia di lui, disse:—Oh perchè, Damiano, perchè fino ad oggi non hai voluto a parte de' tuoi pensieri quelli che ti vogliono tanto bene?
—Mia cara, buona sorella, le rispose il giovine, tenendola stretta al cuore; non dir nulla, per carità; tu mi vuoi bene, e vedi tutto bello; ma non sai che il bello dell'arte è quel fuoco che uccise chi lo rapì, come credevano gli antichi. Io non ho fatto nulla ancora… e, dentro di me, gelo e tremo.
Intanto anche la signora Teresa, avvicinatasi al quadro, domandava una cosa o l'altra, ora al signor Costanzo, al quale non pareva vero di poter dir quel che sentiva, ora al suo Celso, che dopo lungo tempo era venuto dalla solitudine dello studio a passar quel giorno presso la madre. La buona famiglia, da un solo affetto raccolta intorno al quadro, in quel momento sentiva una gioja ineffabile e santa, che brillava nel volto sereno di ciascuno. Era in verità una scena gentile e così vera che avrebbe commosso ogni cuore.
—Oh! spiegami un po', Damiano, come la è andata: a lui diceva sua madre, col volto sereno e con le lagrime negli occhi: dunque un quadro così bello, così grande, sei tu, proprio tu, che l'hai fatto?… E come hai potuto, il mio caro figliuolo, lavorar tanto in così poco tempo, fra gli studj della scuola e i travagli della nostra povera vita?
—Oh mamma, rispondeva, era il mio spasso, la mia consolazione!
—Capisco bene adesso, la Teresa ripigliava; capisco il mistero che ti teneva tutti i dì lontano dalla tua mamma per ore ed ore…. E io, vedete un po', andava imaginando certe ragioni, certe storie…. che il Signore me le perdoni!
—Madre mia, tornava a dir Damiano: la povertà e l'amore insegnano di grandi cose. Io, sì, ve lo confesso, nella mia fatica pensava più a voi che a me; e mi pareva di veder nell'avvenire que' giorni che forse avrei potuto farvi; a voi una vita meno angustiosa, meno grama; a me… Poi, bisognava proprio che io provassi: era una fiamma che io mi sentiva qui dentro! Con tutto questo, vedete, forse è un sogno, è sperar l'impossibile!
—Ecco, sei sempre quello! lo interruppe malinconicamente la Stella.
—Non parlar così a traverso, disse il signor Costanzo, facendo la voce grossa e severa: mi fai proprio rabbia!… la tua modestia è una bella cosa…. ma, quando è chiaro, come due e due fan quattro, che tu sei nato pittore…. Oh vorrei vederla!… capisco già che la va sempre di quel trotto; i buoni stanno allo scuro, e i nani si credono giganti. Ma qui, non c'è che dire…. tu devi vincerla su tutti: ho un par d'occhi anch'io…. e, al caso, mi sentiranno.
—Eh! voi mi volete bene, forse troppo! dicevagli il giovine.