La Teresa così, non avendo da un pezzo avuta la consolazione di vedersi riuniti d'intorno i suoi tre figli, e tenendosi quasi certa che Damiano potesse uscir salvo della coscrizione, lasciavasi andare ad un insolito buon umore; parlava ella sola per gli altri insieme, voleva che i figliuoli facessero buon viso al suo pranzetto. Ma aveva bel dire; la sua gioja li accuorava di più, e la loro parola cadeva languida, e fredda; come le rade stille d'un tralcio reciso che piange.
Capitolo Ventesimoquarto.
—Perchè mi guardate così, Damiano? cominciò la Teresa, un momento che il figlio, contemplandola fiso, pensava che fra poco non doveva veder più il caro volto materno, che ott'anni eran lunghi, che forse al suo ritorno non l'avrebbe più trovata su questa terra.
—Per nulla: rispose il giovine. Son contento che ti ritrovo molto meglio, mamma, della settimana passata.
—Ma pure hai qualche cosa, pensi a qualche mistero….
—Dio mio! che cosa posso pensare?
—Via, entrò Stella: sai bene, mamma, che Damiano n'ha anche troppo delle ragioni per crucciarsi. E dire che poteva esser l'onore e l'ajuto nostro, se appena avessero conosciuto il suo talento; ed ecco che per noi….
—Non toccar questa corda: l'interruppe Damiano: te ne prego di cuore. C'è degli uomini, ed è il maggior numero, io credo, tirati dalle circostanze per una via opposta a quella che vedono coll'anima: io son uno. Se non ci fosse mancato da vivere, o se dentro di me avessi trovato il coraggio di metter la testa in terra dinanzi a taluni, o di darmi a credere di più di quel poco ch'io sono, sarei riuscito. Invece ho fatto bene a dir addio all'idea matta che m'ha rotto il sonno per tanto tempo: sì, sì, ho fatto il mio dovere. Studiando anni e anni, avrei forse finito a valere niente di più d'un imbianchino: che bene vi avrei portato allora? la miseria.
—Metti da parte questi pensieri, Damiano: dicevagli Celso. Tu hai tanto maggior merito d'aver saputo rinunziare ad un avvenire che poteva essere così bello. Ma se le cose andassero per il giusto….
—Che vuoi? non fui la sola, ne sarò l'ultima vittima della sfortuna e dell'intrigo. Pure sì, lo confesso anch'io, sperava che la dovesse andar meglio! E le parole di quel pittore che non ho più veduto dopo quel dì, mi stanno qui nel cuore. So come vanno le cose. Due dì prima che fosse chiuso il concorso, fu portato un quadro migliore del mio. Molti avevan capito, e se l'eran detto all'orecchio, che c'era la mano di un maestro conosciuto, che il premiarlo sarebbe stata una brutta ingiustizia. Eppure il dì appresso, quel quadro portava una corona d'alloro e un nome; e molti han detto che quello non era il nome di chi l'aveva fatto. Forse non è vero…. forse era il suo!