—Oh! ripetè quella: acquietarsi, tacere? se non me lo rinfaccia adesso, mi ricordo dell'altre volte. So che non gli andò mai per il verso quel negoziante che ci ha pur ajutati ne' brutti momenti, nè quell'altro signore che aveva promesso e poteva farci del bene. Ma già, lui non vuol dipendere da nessuno; e coi signori l'ha sempre avuta…. è quella benedetta superbiaccia che ha ereditata da suo padre; perchè anche col mio Vittore, con quel brav'uomo, qualche volta c'era da ammattire. Bisognerebbe però pensare a tirar innanzi altrimenti. In quanto a me, se mi cruccio, non è per me, ma per voi altri…. già non potrò durarla molto; e il Signore lo sa….

Qui la madre piangeva; Celso e Stella le si fecero intorno, cercarono di calmarla; Damiano, appoggiando i gomiti ala tavola, nascondevasi la faccia, pensava e lagrimava.

—Vedi, mamma, come fai: disse di lì a poco, tu li cerchi i crucci! È vero che, per me, avrò fallato a incocciarmi di poter solo bastare alla famiglia; ma io lo credeva, io lo voleva. Ora sento di aver troppo confidato in me; siam troppo poveri, i tempi son cattivi: ho lavorato, sudato, ma inutilmente; speriamo che Quello ch'è lassù non ci abbandoni. Pure, mamma, se tu sapessi tutta la verità; se tu pensassi che quando il ricco viene a parlare al povero, di rado il fa per bene…. Ma! guai al povero che si vende!

—È impossibile, ti dico, è impossibile; sono le tue solite malinconie; casa nostra ha un nome onorato, e vostro padre era cavaliere.

—Che importa? noi siamo nella miseria, e tutti i miserabili hanno lo stesso nome! gridò amaramente il giovine.

—Ma credi tu, tornava a insister la madre, mal soffrendo l'ostinarsi del figliuolo, contro ciò ch'essa faceva a fin di bene; credi tu che non mi prema il nostro onore?… e che se appena potessi dubitare, temere….

—Già tu sei impastata di buona fede, come sei stata sempre. E se quel dì che tu aprissi gli occhi, fosse troppo tardi?… E tutto quello che intanto si può dire di noi?… di mia sorella?… Pensa a quel ch'è successo, l'anno passato; pensaci.

—Oh! io per me ci ho pensato. Da quel dì che vostro padre m'è mancato, son sempre, come si dice, andata giù a oncia a oncia; ormai ci sarò per poco; e poi toccherà a voi a pensarci; allora farete quel che vi piace.

L'amarezza di queste parole fece ammutolire i figliuoli che, veggendo la madre prendere in mala parte quant'essi dicevano, stimarono meglio tacere che ritentar di persuaderla. Ma, per la verità, era da compatire la disgraziata donna se il lamentarsi diventava in lei più che un'abitudine, un diritto. In quel dì poi, illusa dalla fiducia di veder salvo Damiano, non avendo di che piangere, parevala quasi di trovare una compiacenza nel suo dolore passato, una gioja nel toccar le piaghe ancor vive del proprio cuore.

—Io poi lo so: ricominciava essa: nessun bene v'ho fatto, nè posso farvi a questo mondo; non ho più vista, nemmeno per agucchiar negli stracci, come ho fatto fin adesso; ho gli occhi stanchi, pieni di punture; forse li perderò del tutto…. ma prima che mi tocchi anche questa, il Signore, spero, mi chiamerà con lui.