Agrippa (Arrigo-Cornelio) celebre in Germania ed in tutta l'Europa per la sua vasta erudizione, nato a Colonia nel 1486, e morto a Grenoble nel 1535, nell'indigenza dopo aver figurato tanto non che in Germania, ma anche in Francia, in Italia e altrove. Nella sua opera De occultâ philosophiâ egli parla nel capitolo 14 del primo libro: De musices vi et efficacia in hominum affectibus, quâ concitandis, quâ sedandis; egli tratta egualmente della musica nel decimo settimo capitolo di un'altra opera: De incertitudine scientiarum. V. Walther.

Ahle (Giov. Rodolfo) borgomastro di Mulhausen, diè a Erfurt nel 1648, un metodo per il canto, sotto il titolo di Compendium pro tenellis, etc. con note storiche e critiche molto pregiate. Quest'opera ebbe una seconda edizione nel 1704, per opra di suo figlio Giov. Giorgio morto l'an. 1707, e che lasciò ancora diverse opere su l'origine della musica, e sulla composizione.

Aiguino da Brescia, pubblicò nel 1562 in Venezia un'opera, che intitolò Musica, e il Tesauro illuminato di canto figurato, Venezia 1581.

Aimon (Pamfilo-Leopoldo), nato a Lisle li 4 ottobre 1779, ebbe per suo primo maestro il proprio padre, suonatore di violoncello del conte di Rantzau, ministro di Danimarca, per cui aveva composte delle opere che sono rimaste manoscritte. Leopoldo fece dei rapidi progressi nella musica, e all'età di anni 17 dirigeva il teatro di Marsiglia. Non contento di questi primi successi, applicossi allo studio delle opere de' più valenti maestri d'Italia e della Germania, e non si diè alla composizione se non dopo tale studio preliminare. Le opere da lui composte sino al presente consistono in 24 quartetti e due quintetti, uno dei quali e nove degli altri sono dati alle stampe. Egli ha scritto oltracciò pel teatro, e diè recentemente al pubblico un picciolo libro col titolo di Etude élémentaire de l'harmonie, ou Nouvelle Méthode pour apprendre, en très-peu de temps à connaître tous les accords, et leurs principales résolutions: cioè “Studio elementare dell'armonia, o sia Nuovo Metodo per imparare a conoscere in pochissimo tempo tutti gli accordi, e le loro principali risoluzioni, Parigi 1811, in 18º.” L'autore prima di pubblicarlo, sottopose questo metodo al giudizio del celebre Mr. Gretry, il quale non solo ne approvò il fondo, ma ne lodò in oltre l'ingegnosa maniera, ch'egli aveva scoverta per comporre e decomporre a suo piacere tutti i diversi modi dell'armonia mercè la combinazione semplice e chiara che risulta dalla disposizione di 28 Carte solamente, e di formarne tutti i principali accordi composti e derivati con le principali risoluzioni di tutte le dissonanze, e tutto ciò senza che vi sia d'uopo dell'altrui soccorso, postochè si abbia qualche cognizione dei primi principj della musica. “Diversi autori, dice Mr. Aimon, hanno trattato degli Accordi, della loro teoria e della loro pratica, fondandosi sopra sistemi più o meno generalmente adottati: io non mi propongo di confutare i loro differenti sistemi, io li rispetto tutti: ma mi è parso dopo la lettura delle loro opere, che si poteva trovare un metodo più succinto, che spogliato di lunghi ragionamenti, animarebbe a darsi con minore ripugnanza allo studio dell'Armonia, rendendola più facile.” (Dans la Pref.) Non bisogna considerar quest'opuscolo come classico o teoretico, ma solo come didattico, col di cui ajuto potrà, ciascuno non avendo ancora che i primi principj di musica, familiarizzarsi in brevissimo tempo con tutti gli Accordi usati da' nostri migliori autori, e conoscere le loro principali risoluzioni.

Alardo (Gugl. Lamperto) teologo protestante, poeta coronato, nacque nell'Holstein nel 1602. Oltre a più dotte opere pubblicò a Schleusingen nel 1636, un trattato in 39 capitoli: De Musicâ veterum, al di cui fine vi aggiunse il compendio della musica di Mich. Psello in greco con la sua versione latina. Egli morì l'anno 1672. (V. Walther, Heumann Gonsp. rei liter. Hanov. 1746.)

Alberico monaco di Monte Casino, morto in Roma verso la fine dell'undecimo secolo (secondo il Fabricio circa all'anno 1088.) Oltre a più opere ch'egli ha lasciate, scrisse ancora un libro su la Musica. (V. Tiraboschi tom. 3.)

Alberto il Grande, dotto vescovo di Ratisbona, dell'ordine dei predicatori nato a Lavengen nel 1190, della famiglia de' conti di Bolsted; professò molte scienze alla maniera del suo secolo in Roma, a Parigi, a Strasburgo ed in Colonia. Egli è autore di più opere tra le quali trovasi eziandio un trattato: De Musicâ, ed un comentario sulla Musica di Boezio. Morì costui nel 1280.

Alberto Veneto, così detto dal luogo di sua nascita visse su la metà del sec. 16 dell'ordine dei predicatori, abbiamo di lui: Compendium de arte musices. (V. Joecher.)

Albino è il primo tra i Latini, che abbia scritto sulla Musica, ma il suo libro si è perduto. Il di lui Compendio di musica, che forse non era che un estratto degli scrittori armonici de' Greci, esisteva a' tempi di Cassiodoro. “Mi ricorda, dice egli (Divin. lect. c. 8.) di aver posseduto nella mia biblioteca in Roma, e di avere attentamente percorso il breve trattato di Musica del magnifico uomo Albino, ma che forse si è ora smarrito per l'irruzione dei Barbari.” Di lui fa anche menzione Boezio (lib. 2 de Musica c. 12.)

Albrecht (Giov. Lorenzo) poeta coronato dell'imperatore, direttore di musica nella chiesa principale di Muhlhausen nella Turingia, nacque nel 1732. Filippo-Christof. Rauchfust, organista di Gœrmar, gli diè per tre mesi le prime lezioni di musica; dopo il 1753 egli studiò di poi la teologia a Lipsia, e nel 1758 ottenne la carica di cantante e di direttore a Muhlhausen, dove morì verso l'anno 1778. Egli è autore di più opere intorno alla musica, fra le quali è da rimarcarsi l'Introduzione ragionata ai principj della musica, 1761 in tedesco. Molte sue composizioni musicali per chiesa, fra le quali la Passione di G. C. secondo gli evangelisti, e più concerti per clavicembalo, trovansi stampate a Muhlhausen e a Berlino. Nel terzo vol. delle Lettere critiche vi ha con più dettaglio la di lui biografia.