Bach (Giov. Sebastiano). La famiglia dei Bach, come quelle dei Caracci, dei Bernoulli, dei Cassini, conta da padre in figlio degli uomini illustri nella medesima scienza, tramandata come per eredità da una generazione all'altra. Questi Bach furono non meno di cinque, e fondarono in Berlino e in Amburgo la scuola dei Bachisti. Giov. Sebastiano fu il padre di costoro: nacque egli a Eisenach nel 1685, da Giov. Ambrogio Bach musico della corte e del consiglio di quella città. Avendo perduto i suoi parenti innanzi l'età di dieci anni, si rese a Ordruff, presso il suo fratello maggiore Giov. Cristoforo, che quivi era organista, e sotto la costui direzione entrò egli nella carriera musicale. Il suo irresistibile pendìo per l'arte cominciò in lui a svilupparsi sin da quella tenera età, ed i suoi progressi furono tali che nell'età di anni 18 fu nominato musico della corte di Weimar, e due anni dopo organista. Ei vi pervenne non che pel suo zelo e le sue proprie riflessioni, ma per lo studio eziandio continuo delle opere de' più gran maestri come Bruhn, Reinken e Buxtehude. Nel 1708, entrò al servigio del duca di Saxe-Weimar come organista della corte. Gli applausi ch'ei vi ottenne portarono al più alto grado il suo entusiasmo: unicamente occupato della cura di perfezionarsi e di meritare la benevolenza, di cui vedevasi onorato, giunse non solo a quell'inimitabile talento nell'esecuzione, che lo rese così celebre, ma vi compose ancora la più parte delle sue opere per l'organo. Nel 1747, fece un viaggio a Berlino, ed ebbe l'onore di farsi anche sentire a Potsdam, dinanzi il re di Prussia. In quest'occasione Federico medesimo gli diede il tema d'una fuga, e gli dimandò dopo che l'ebbe eseguita da maestro, un'altra fuga a sei voci, dimanda alla quale Bach soddisfece al momento sul forte-piano, d'appresso un tema che si era scelto egli stesso. Morì egli di un attacco di apoplesia li 28 di luglio del 1750. Tale fu il fine di un uomo, che secondo l'espressione di Marpurg, “riuniva in lui solo i talenti e le perfezioni di molti grand'uomini.” Non possiamo terminar meglio la sua biografia che pel ritratto, che ce ne ha lasciato il maestro Hiller. “Se mai compositore ha mostrato tutta la forza d'una grande orchestra, se mai virtuoso ha saputo far uso delle più secrete molle dell'armonia, quest'onore appartiene senza dubbio a Giov. Seb. Bach. Le sue melodie erano, a dir vero, strane, ma piene d'invenzione, di novità, ed in nulla rassomigliavan quelle degli altri compositori. Benchè il suo carattere serio lo trascinasse alla musica grave e malinconica, egli poteva non pertanto, se era d'uopo, piegarsi ancora, principalmente sonando, a delle idee leggiere ed amabili. Il continuo esercizio nella composizione di opere gli avevano acquistata tale abilità, che nelle partiture le più complicate, egli abbracciava d'un solo colpo d'occhio tutte le parti coincidenti. Era fornito d'un occhio così delicato, che nella più vasta orchestra, scuopriva all'istante il menomo errore che vi si commetteva. Nella sua direzione, badava moltissimo all'esattezza dell'esecuzione; e possedeva tale certezza nella misura, che la sceglieva d'ordinario colla massima rapidità.” Le sue opere sono quasi innumerabili, e contengono tale scienza e tai semi di genio, che confessava il grand'Haydn avere egli molto appreso, specialmente per le transizioni di un modo all'altro, nelle opere del vecchio Bach (V. Lett. di Carpani Lett. 3). Carlo Emmanuele il terzo de' suoi figli, ed il più profondo tra questi, pubblicò la di lui musica in quattro parti negli anni 1784-1788. Questo grand'uomo ebbe altresì il cappriccio di mettere in musica i caratteri diversi degli uomini, come il le Brun e prima di lui il gran Leonardo da Vinci, e i Caracci li avevan designati colla matita (Carp. Lett. 4). Walther, Mitzler, ed Hiller nelle loro biografie ci han lasciata la storia di sua vita, e Mr. Forkel ne ha pubblicata una molto estesa.

Bach (Gugl. Friedman) il primo figlio dell'immortale Giov. Sebastiano Bach nacque a Weimar nel 1710. Apprese i principj della musica non che sul cembalo e l'organo, ma anche nella composizione dall'illustre suo padre, e mostrò ben presto che non era indegno di esserne il figlio. Proseguì i suoi studj nel 1725, colle lezioni che Graun, allora maestro di concerto a Mersemburgo, e quindi a Berlino, gli diè sul violino: applicossi nel tempo stesso nella scuola di san Tommaso, all'altre scienze con ugual fervore, e studiò finalmente la giurisprudenza e sopra tutto le mattematiche nell'università di Lipsia. Chiamato a Dresda nel 1733, come organista di S. Sofia, continuò quivi le mattematiche, sotto la direzione del dotto professore Walz, ed esercitossi principalmente nell'algebra. Egli si rese finalmente a Berlino, ove passò gli ultimi anni di sua vita, col titolo in verità di maestro di cappella, ma senza impiego. Fa in ver maraviglia, che questo gran virtuoso, non ostante il suo sapere e la sua arte, si fosse ridotto a vivere disoccupato, de' soccorsi, che davangli i suoi amici: ma deesi convenire ch'egli medesimo era il suo maggiore nemico, e che il suo carattere tristo e caparbio gl'impediva di conciliarsi la benevolenza de' suoi contemporanei. Egli morì in un'estrema indigenza a Berlino nel 1784. Vi sono di lui moltissime composizioni, che per non essere state date alle stampe, cominciano a divenir rare, comechè molto pregevoli. Egli era infatti, secondo l'unanime giudizio de' suoi contemporanei, il più gran compositore di fughe, il più profondo organista, il più dotto musico dell'Alemagna, e nel tempo stesso un ottimo mattematico (V. Forkel Alman. di Music. an. 1784).

Bach (Carlo-Fil-Emmanuele) secondo figliuolo del gran Bach, maestro di cappella della principessa Amalia di Prussia, e direttore di musica a Hamburgo nacque a Weimar nel 1714; fece i suoi primi studj di musica nella scuola di san Tommaso a Lipsia: studiò la giurisprudenza in quell'università, e quindi a Francfort; e nel tempo stesso fondò quivi un'accademia di musica, di cui aveva egli la direzione, e per la quale componeva nelle solennità. Suo padre fu il solo di lui maestro per la composizione ed il cembalo. Nel 1740 entrò egli in Berlino al servizio della corte in qualità di musico di camera, ed ebbe l'onore di accompagnare il suo re nel primo solo di flauto ch'ei sonò dopo il suo possesso al trono. Nel 1767, andò come direttore di musica a Hamburgo in luogo di Telemann, e con questa occasione la sorella del re Amalia di Prussia il nominò suo maestro di cappella. Malgrado le vantaggiose offerte che da varie parti gli si fecero, egli preferì costantemente il soggiorno d'Hamburg finchè visse. Cessò egli di vivere li 14 decembre del 1788, in età di 74 anni; infinite sono le di lui composizioni di musica sì vocale che istrumentale pubblicate con le stampe. Egli è autore in oltre di più opere didattiche: I. Idea per comporre un contrappunto doppio all'ottava di sei misure, senza conoscerne le regole, 1757. Si trova nel terzo volume delle Memorie di Marpurg. II. Saggio su la vera maniera di sonare il clavicembalo, con esempj e diciotto modelli in sei sonate. Il primo volume di quest'opera comparve in Berlino nel 1759. Ne è stata pubblicata una seconda edizione in Lipsia nel 1782, ed una terza accresciuta, ivi nel 1787, in 4º. III. Il secondo volume della stessa opera, contenente i principj dell'accompagnamento e della fantasia libera, Berlino 1762, e la seconda edizione a Lipsia nel 1780. IV. La sua vita, scritta da lui stesso, si trova nel terzo volume de' Viaggi di Burney. I scritti didattici di Bach (in lingua tedesca), sono un nuovo servizio reso all'arte. Il di lui Saggio sul clavicembalo e l'accompagnamento è tutt'ora l'opra la più eminentemente classica, che la Germania possiede in questo genere. Nel primo volume, oltre un gran numero di regole per l'esecuzione, fondate sul suo gusto eccellente e la sua grande esperienza, egli insegna il modo di situare, e muover le dita secondo la maniera di suo padre, la quale, avvengachè già propagata da' suoi allievi, era non pertanto rimasta un segreto della scuola di Bach. I principj di accompagnamento che formano il volume secondo non rassomigliano in nulla a' libri ordinarj sul basso continuo: non comincia egli per contrario a fare delle osservazioni e a dar delle regole, se non da quello, ove hanno finito i di lui predecessori. Mr. Choron ne ha fatta una traduzione francese. Delle sue composizioni musicali, in generale, dice egli stesso, che non ve n'ha che pochissime, che egli abbia potuto comporre in piena libertà; e delle sue composizioni per il cembalo in particolare, ch'egli aveva fatto i suoi sforzi per renderle d'una esecuzione facile: “Parmi, ei soggiunge, che la musica dee principalmente toccare il cuore, e non potrà mai il sonatore di cembalo, almeno a mio parere, arrivarvi, se non pensa che a far del rumore.” Il dottor Burney dice con molta ragione quel che diceva Quintiliano delle opere di Tullio, cioè che le composizioni del N. A. possono servire per giudicare del gusto e del discernimento de' giovani artisti, a misura che sapranno apprezzarle. Mr. Bach è autore d'una collezione di 330 ritratti de' più celebri musici.

Bach (Giov. Cristof. Federico), maestro di concerto a Bockeburgo, terzo figliuolo del gran Bach, nacque a Weimar nel 1732. Egli è autore di più eccellenti sonate e concerti per il forte-piano inserite nelle Musicalisches Vielerley, ossia Miscellanee musicali, e nelle Musicalische Nebenstunden, o Divertimenti di musica, stampate dal 1774, sino a 1787. Egli si avvicina nelle sue composizioni al gusto del suo maggior fratello Carlo-Emmanuele: possedeva profondamente la storia musicale, che appresa aveva da suo padre; le sue composizioni di musica instrumentale e vocale sono dotte, maestose e temperate dalla semplicità, e da un canto soave e pieno di melodia: egli aveva la più grande facilità per esprimere le sue inspirazioni, ed un genio inesauribile. Questo celebre musico terminò i suoi giorni li 26 Febrajo del 1795.

Bach (Giovanni Cristiano), sopracchiamato il Milanese o l'Inglese, figliuolo di un secondo matrimonio del gran Bach; maestro di cappella della regina d'Inghilterra, nacque in Lipsia nel 1735. Dopo la morte di suo padre, egli portossi a Berlino presso del suo fratello Carlo-Filippo-Emmanuele, allora musico della camera del re, perchè vi si perfezionasse sul cembalo e nella composizione. Egli cominciava a svilupparvi dei talenti, e molte delle sue produzioni erano state già accolte favorevolmente, allorquando le conoscenze ch'ei fece con più cantatrici italiane, gli mossero brama di viaggiare in Italia. Lasciò dunque Berlino nel 1759, si rese a Londra, ove fermossi per sempre, eccettone un picciol viaggio, ch'ei fece in Parigi poco innanzi la sua morte, che avvenne sul principio di gennaio del 1782. Egli ha pubblicate dal 1775 sino al 1779, venti opere che sono generalmente conosciute, e tutte appartenenti a musica istromentale. Le sue opere e produzioni per canto, pregiate moltissimo dagl'intendenti, sono state pubblicate in Milano ed in Londra, il solo Amadis des Gaules eccettone, ch'egli poco avanti di morire fè imprimere in Parigi. Tutte le sue composizioni ben si distinguono pel fuoco del suo genio, e per uno stile facile e grazioso.

Bach (Giov. Michele) era da prima cantante a Tonlie; ma egli vi rinunziò e viaggiò in Olanda, Inghilterra e in America. Di ritorno nella Germania, studiò per qualche tempo a Hottinga nel 1779, e quindi si stabili a Güstrow nel ducato di Mecklemburgo, ove era ancora l'anno 1793. Egli pubblicò a Cassel nel 1786, in lingua tedesca: Instruzione sistematica per apprendere il basso continuo, e la musica in generale, per que' che vogliono insegnare, come per quei che vogliono apprendere, in 4.º (V. l'Almanac. di Mus. di Forkel, 1784).

Bacchini (don Benedetto) monaco ed abbate della congregazione di Monte-Casino, bibliotecario di Modena, e letterato insigne, non che profondo antiquario, e critico giudizioso. Egli era nato nel 1651 a Borgo san Donnino, nel ducato di Parma, e fattosi benedettino nel 1667 si diè allo studio con tale applicazione, che diede molto a dubitar di sua vita. Rimesso in salute diè principio in Parma al Giornale dei Letterati opera periodica, che fece spiccare la profonda dottrina e lo squisito giudizio del dotto monaco, ma che gli trasse addosso un gran numero di nemici, e così possenti essi furono, che giunsero ad oscurarlo nello spirito del duca Ranunzio II, in guisa che l'anno 1691 questo principe bandì il giornalista da' suoi stati. D. Benedetto ritirossi in Mantova, ed alquanti mesi dopo Francesco II, duca di Modena, lo chiamò in sua corte, e fecelo suo istoriografo e bibliotecario. Nel mese di luglio dell'anno 1721 fu dall'università di Bologna nominato professore di storia ecclesiastica, e pochi giorni dopo gravemente ammalatosi terminò ivi la sua vita all'età di 69 anni. Egli lasciò molte dottissime opere tra le quali evvi una erudita dissertazione de sistris, eorumque figuris ac differentis, a cui Giacomo Tollio professore in Utrecht ha aggiunta una sua dissertazione sullo stesso argomento ed alcune note, ch'egli ivi pubblicò per le stampe l'anno 1696.

Bacchio seniore fioriva sulla fine del secondo secolo dell'era cristiana. Egli è autore di una Introduzione alla musica ossia degli Elementi della greca musica in forma di dialogo. Questi è l'unico fra' greci armonici, che insegnò la musica col solfeggio e con le note dell'intonazioni senza calcolo ed in conseguenza da puro pratico. Dai desiderosi di profittarne deve farsi più studio di Bacchio, che di nessun altro dei greci o latini armonici; benchè senza la previa lezione di Aristide Quintiliano, per la di lui troppa concisione sia malagevole il capirlo in qualche parte. Bacchio c'insegna molti punti pratici, da niun altro dettati ne' loro libri. Le note con cui egli contrassegna le corde, se Meibomio non si fosse presa la pena di rovesciarle e cambiarle, accomodandole a quello di Alipio, potevano dare gran lume per interpretare i canti greci rimastici, e gli altri che si trovassero; ma questo ardito grammatico, mancando di tempo o di posatezza per riflettere su i libri, che c'interpretò, in questa ed in altre parti dell'arte de' greci ci cagionò più danno che vantaggio, e stabilì fra' letterati più pregiudizj che luminosi principj. Barette, Roussier, e Rousseau saranno risponsabili agli amatori della greca musica di non aver fatto riflessione bastevole su i pregiudzj del Meibomio, e di averli con le loro eleganti penne autorizzati (Veggasi il Requeno Saggi tom. 1). Franchino Gaffurio da Lodi nel 15º secolo, e nel seguente Mersenne e Meibomio ci hanno data la versione latina del dialogo di Bacchio. In un manoscritto ben corretto dello Scaligero, dice il Meibomio trovarsi un altro trattato di questo greco scrittore sulla Musica-pratica, con alcuni altri frammenti relativi allo stesso argomento, ch'egli promise di dar poi, greci e latini, trovandovisi più vestigj dell'antica (Fabricc. Bibl. Gr. tom. 2).

Bachmann (Christof-Luigi) studiò nel 1785, nell'università d'Erlang, e vi fece imprimere un'opera in 4º, sotto questo titolo: Entwurf ec., cioè: Idee di un corso di teoria della musica, in quanto è utile agli amatori di quest'arte. È dessa una copia esatta della Dissertaz. del dottor Forkel su lo stesso soggetto.

Bachmann (Francesco) dotto medico della Germania, ed autore di un'opera latina, che ha per titolo: De effectibus musices in corpore humano, Lipsiæ 1734. Vi si trovano delle buone osservazioni e degli sperimenti sull'utilità della musica in certe malattie, per cui merita di esser letta secondo il D.r Lichtenthal, che, nel suo trattato dell'influenza della musica sul corpo umano, ne fa onorevole menzione.