Bacilly (Benigno de) abile compositore del secolo 17º, scrisse un libro intitolato: Remarques curioses sur l'art de bien chanter: cioè Curiose osservazioni sull'arte di cantar bene, Parigi 1668.
Bacone (Roggero) francescano inglese, morto nel 1294, è autore di un libro: De valore musices. Evvi un altro Bacone (Francesco), barone di Verulamio, cancelliere d'Inghilterra, che col suo profondo genio e la forza del suo intendimento spuntar fece i crepuscoli della vera filosofia in mezzo alle tenebre ed all'oscurità del suo secolo. Nacque egli l'an. 1560 e morì a 9 di Aprile del 1626. Le note della musica, di cui egli ragiona nella sua storia naturale, provano che era ancora profondamente versato ne' principj della composizione musicale. (V. Hawkins.)
Baehr (Giov.), secondo altri Beer, maestro di concerto del duca di Weissenfels, nacque nel 1652, e morì nel 1700. Walther racconta che un certo duca avendolo incaricato di comporre un'opera, egli la terminò in sei settimane, e dimandò cento scudi. Questi furongli pagati, a condizione ch'ei canterebbe alla tavola del duca; il che egli accettò. Il duca, dopo di averlo inteso: Non sarebbe possibile, gli disse di far che un asino canti così bene? — Se vostra altezza può giugnervi, lo dichiaro primo maestro di musica dell'universo. — Baehr è un impertinente. — Io nol sono d'oggi solamente. Egli ha lasciate le seguenti opere: Bellum musicum, 1701, in 4º; Musicalische discurse, Raggionamento di musica, 1719; Schola phonologica, ossia scuola della voce, o del canto. (V. Walther ed Ehrenpforte).
Baglivy (Giorgio) nato in Ragusa, dopo aver fatti i suoi studj in Napoli, e in Bologna stabilissi a Roma, e vi fu professore di medicina. L'imperiale società di Augusta, e la reale di Londra lo ammisero tra' loro socj; egli morì nel più bel fiore delle sue speranze nel 1707 in età di soli 38 anni. Baglivy ha pubblicato un Trattato particolare, che merita di esser consultato, e che porta il titolo di Dissertazione sugli effetti della musica nelle malattie cagionate dalla morsicatura della tarantola, Roma 1696. E benchè contro della medesima abbia scritto il ch. Francesco Serao, professore di medicina nella reale università di Napoli, le sue Lezioni accademiche della tarantola (Napoli 1742, in 4º), dove s'impegna a provare non esser quel morbo e la sua pretesa curazione col suono che una mera impostura, tuttavia altri professori dottissimi, e di costui più recenti confermano le osservazioni e gli sperimenti del Baglivio, e raccomandano la musica come uno de' più valevoli rimedj in siffatta malattia: tali sono un Kahler, un Staroste, un Mojon, un Lichtenthal ec.
Baillot (Pietro), nato circa il 1770, a Passy presso Parigi, ove suo padre per lo innanzi avvocato al parlamento, aveva stabilita una casa di educazione, prese quivi le prime lezioni di musica e di violino, da poco buoni maestri. Verso il 1784, suo padre avendo ottenuto una commissione di procuratore del re a Bastia, portovvi seco la sua famiglia; ma egli morì ben tosto, e Baillot trovossi in una assai penosa situazione. Mr. de Boucheporn intendente dell'isola di Corsica, commosso da questo infortunio, offrì alla vedova d'incaricarsi dell'educazione di suo figlio. Egli lo associò a' suoi figli, e fecelo seco lor viaggiare. Così è ch'egli andò in Roma, ove soggiornò lungamente, ed ebbe Polani per maestro, eccellente professore della scuola di Tartini. Tornato a Parigi nel 1790, fu presentato a Viotti, cui egli sorprese per la maniera ardita e franca di suonare, e che volendo obbligarselo, gli offrì un posto nell'orchestra allora sì ammirabile del teatro di Monsieur di cui egli era direttore. Nel 1795, presentossi al Conservatorio, ove riunì in suo favore tutti i voti, e fu nominato professore. In questa qualità pubblicò egli l'eccellente Metodo di violino adottato dal Conservatorio, ed al quale i bassi in contrappunto di Cherubini posti sotto agli esempj, danno un nuovo rilievo agli occhi de' compositori. Egli ha anche ordinato il Metodo di violoncello adottato dal Conservatorio, e di cui lo stile è stato ammirato dai musici. Nel 1806, Baillot secondo il cattivo esempio di un gran numero di virtuosi de' nostri giorni, stimò a proposito di viaggiare nella Russia e in Germania. Questi viaggi che durarono sino nel 1809, hanno in tutto il settentrione d'Europa giustificata la celebrità, che ve l'aveva preceduto. Di ritorno alla patria Mr. Baillot ha ripreso le sue funzioni al Conservatorio, e la sua scuola produce ivi gran numero di eccellenti allievi. Egli si è occupato ancora della composizione, ed ha pubblicato finora circa a dieci opere di duo, trio e concerti. Qualunque sia il piacere che si prova nel sentirglieli eseguire, gli amatori preferiscono di veder applicare piuttosto il suo talento a quei di Viotti e di Boccherini, ch'egli rende con quella perfezione, alla quale sembra impossibile il poter aspirare.
Baj (Tommaso) autore del Miserere, che ordinariamente si canta il giovedì santo nella cappella del papa in Roma, era nato a Crevalcore presso Bologna, verso il 1650, e morto in Roma nel 1718. Il suo Miserere è un capo d'opera per la prosodia e per la giusta accentuazione delle parole. Questo pezzo è il solo tra le moderne produzioni, che abbia ottenuto l'onore di essere ammesso nella cappella pontificia.
Balhorn (Luigi-Gugl.) nato nel ducato di Holstein, oltre una quantità d'altre opere, pubblicò: Prolusio de phonascis veterum, vocis formandæ conservandæque magistris, Alton e ad Hannover. Egli morì li 20 maggio del 1777.
Ballière (Carlo-Luigi-Dionisio) nato in Parigi a 9 maggio 1729 e morto a Rouen alli 6 novembre 1800. Egli acquistò delle cognizioni molto estese nella chimica, nelle matematiche, nella storia, nelle belle lettere e nella poesia. La sua riputazione gli acquistò delle relazioni con J. J. Rousseau, d'Alembert, Diderot, Voltaire, Fontenelle, e più altri. L'accademia di Rouen, di cui egli era membro, approvò la sua Théorie de la Musique, in 4.º a Paris 1764. Quest'opera è divisa in due parti. La prima, che contiene la teoria generale, è l'esposizione delle leggi della musica pura e semplice, come ci è stata data dalla natura. La seconda contenendo la teoria della musica moderna, è un ritratto delle alterazioni introdotte da' moderni nella musica naturale, e di quelle che la pratica rende indispensabili. L'A. per render semplice il suo oggetto, considera qui il suono relativamente alla musica: ma la sua teoria è essenzialmente viziosa, imperocchè la scala de' suoni vi è fondata su i tuoni del corno di caccia. Ecco il giudizio che ne dà un moderno scrittore, il quale alla cognizione di una profonda teoria ha unita ancora una ben meditata pratica. “Ad onta di alcuni sbagli, ei dice, l'opera di Mr. Ballière annunzia dello spirito e qualche instruzione, almeno nella fisica e nella geometria; ma non bisogna cercare nè musica, nè buon senso presso uno scrittore, che vedendosi in aperta contraddizione con la pratica, giunge fino a sostenere che la scala vocale sia falsa. Quando si arriva fino a tal punto, altro non si prova, se non che s'ignora affatto cosa sia lo applicare le scienze alle arti.” (V. Choron Notions élément. d'Acoustiq. Paris 1808.)
Banchieri (Don Adriano) Bolognese, monaco olivetano e dotto scrittore di musica su la fine del secolo 16º e i principj del seguente. Le sue opere, riferite diligentemente da Walter, sono troppo importanti per essere qui omesse. Conclusioni nel suono dell'organo, di D. Adr. Banchieri, olivetano, ed organista di san Michele in Bosco, novellamente tradotte e dilucidate in scrittori musici ed organici celebri, opera 20ª in Bologna 1609, in 4.º; Cartella musicale, Ven. 1613, in 4º; Duo in contrappunto sopra ut, re, mi, fa, sol, la, Venezia 1613, in 4º; Duo spartiti al contrappunto in corrispondenza tra gli dodici modi, ed otto tuoni, sopra li quali si pratica il metodo di fugare le cadenze con tutte le risoluzioni di seconda, quarta, quinta diminuita e settima, con le loro duplicate: come si trasportano gli modi per voci e stromenti così acuti come gravi, ec., Ven. 1613, in 4º; Moderna Pratica musicale, opera 37ª, Venezia 1613, in 4º; Cartella musicale nel canto figurato e contrappunto, Ven. 1613, in 4º. Il P. Martini cita in oltre del Banchieri Lettere Armoniche. Questo dotto monaco, per rimediare all'imperfezione della scala diatonica di Guido, aggiunse la settima monosillaba Bi per bequadro, e Ba per bemolle al settimo suono di essa, ed egli riferisce che questa addizione era stata sommamente approvata in Roma: sicchè l'addizione del Si fatta poi dai francesi, benchè più comoda alla pronunzia, e comunemente adottata oggidì, è posteriore a quella degl'italiani, come con la testimonianza di Banchieri lo ha provato Rousseau nel suo Dizionario (Art. si).
Bann (Giov. Alberto): non sappiamo altro di questo autore se non ciò che ne rapporta il dotto Cristoforo Augusto Heumann nella sua Introduzione alla Storia letteraria (Hannover 1746), cioè che egli pubblicò un libro col titolo: De Musicæ natura e ortu et progressu, Amsterdam 1645, e che va unito ad una collezione di opuscoli sul metodo de' buoni studj.