Blanviere, nativo del paese di Liegi, era verso il 1772, maestro di canto nella chiesa di S. Andrea a Anversa. Il dottor Burney dice di avere in lui trovato un uomo pieno di cognizioni e straordinariamente versato nella letteratura musicale. Le sue composizioni per Chiesa provano che egli possedeva profondamente tutti i principj del contrappunto. (V. Burney e Travels.)

Blondeau (Augusto-Luigi) nato in Parigi nel 1786 allievo di Mr. Mehul, è attualmente alla scuola francese in Roma; riportò il gran premio di composizione stabilito dal conservatorio nel 1808. La cantata proposta al concorso era Maria Stuart parole di Jouy. Mr. Blondeau ha avuto lezioni di violino da Mr. Baillot, ed ha pubblicato per quest'instromento, I. un aria con variazioni; II. un'opera di trio; III. delle sonate di Beethoven ridotte in quartetti. La di lui cantata di Maria Stuart trovasi nel Giornale-Eddomadario di Mr. Leduc, nom. 45-48.

Boccaccio (Giovanni) illustre poeta e letterato italiano, conosciuto pel suo Decamerone, nato a Certaldo in Toscana nel 1312, e quivi con sentimenti religiosi morto nel 1375. Hawkins nella sua storia, assicura che quasi esclusivamente alle opere del Boccaccio deve egli tutte le notizie che rapporta su la musica di quel secolo, e su gli stromenti in uso nell'Italia nel secolo 14º. Egli le avrà attinte nell'opera de' casi degli uomini illustri, e delle chiare donne.

Boccherini (Luigi) nacque in Lucca l'anno 1740: ebbe le prime lezioni di musica e di violoncello dall'ab. Vannucci, allora maestro di musica dell'arcivescovato. Mostrò egli di buon'ora le più grandi disposizioni. Suo padre abile sonator di contrabasso, coltivolle con diligenza, e finì con mandarlo in Roma, ove prestamente acquistossi una gran fama, e sorprese con produzioni non che feconde, ma anco originali. Pochi anni dopo tornò in Lucca, e volle dare un luminoso attestato di sua riconoscenza al suo maestro Vannucci ed al seminario, ove erangli stati offerti tanti mezzi d'istruzione, sebbene lontano dagli studj ecclesiastici. Egli fè sentire allora, per la prima volta i saggi del suo genio. Filippino Manfredi, allievo di Nardini e concittadino del Boccherini, trovavasi in quel momento a Lucca. Eglino eseguirono insieme le sonate di violino e violoncello, che formano l'opera VII; e rapirono tutta l'udienza. D'allora in poi si unirono nella più stretta amicizia, e lasciaron l'Italia per rendersi in Spagna, ove il regnante principe aveva gusto di riunire i primi talenti. Prevenuti dalla fama, furono accolti con particolar distinzione; ma il lor carattere non era assolutamente lo stesso. Manfredi era quivi venuto nella sola intenzione di ammassar dell'oro, nel mentre che Boccherini, più occupato della sua gloria, consentiva a farsi sentire da' grandi che il sollecitavano; prese dunque il partito di stabilirsi nella Spagna. Ammesso dal monarca, fecesi amare; tosto di poi, fu attaccato alla reale accademia di questo principe, e colmo da lui di onori e di doni. La sola obbligazione, ch'ei gl'impose, fu di dare ciascun anno nove pezzi di sua composizione per uso dell'accademia. Boccherini vi consentì, e mantenne la sua parola. Morì egli a Madrid, nel 1806, in età di 66 anni, vivamente compianto da tutti gli amici delle arti. Una porzione della corte intervenne a' suoi funerali. Le composizioni, ch'egli ha fatte imprimere, formano in tutto 58 opere di sinfonie, sestetti, quintetti, quartetti, trio, duo, e sonate per violino, violoncello e forte-piano. Lo Stabat mater è la sola delle sue opere per chiesa, che sia stata impressa. I padri dell'oratorio di Palermo ebbero anni sono da quei di Genova due Oratorj in musica del Boccherini, il Giuseppe riconosciuto, e il Gioas re di Giuda. Come Durante, egli nulla scrisse per il teatro. Luciano Bonaparte, amatore illuminato delle arti e protettore del sublime Boccherini, è depositario d'una ventina di quintetti, che il Racine della musica instromentale aveva composto per lui; egli ne ha fatto imprimere sei nel 1811. MMrs. Imbault, Boucher e Pleyel posseggono ancora de' quintetti manoscritti del N. A. Gli adagio di Boccherini fanno principalmente l'ammirazione degl'intendenti e la disperazione degli artisti; essi danno l'idea della musica degli angeli. Negli allegro ei non lascia d'esser nobile. Questo compositore non ha mai profanato il suo genio: la sua musica è attinta alla fonte dei sacri libri; perciò è che ella respira quella grandiosa religiosità, in un genere nel quale niuno l'uguaglia. “Gli ammirabili terzetti, quartetti ec. del Boccherini, dice il Ch. Mattei, saran sempre i modelli più perfetti della musica instrumentale; perchè oltre l'estro, la dottrina, l'invenzione, l'esattezza, han la qualità cantabile sempre annessa, che rende quelle note non già un capriccioso accozzamento canoro, ma una misurata ed armonica poetica cantilena.” (Elog. di Jomm.) Boccherini ha preceduto Haydn, egli il primo ha fatti de' quartetti, ed ha fissato il vero carattere del genere. Fino al presente egli è il solo che abbia composto de' quintetti a due violoncelli, ed eccone la ragione, che non è stata data ancora da veruno. Entrava nel suo sistema di composizione il render la musica con tutta la soavità di cui ella è suscettibile; or la qualità de' suoni del violoncello adempie quest'oggetto meglio del violino. Egli dunque si è posto nell'impegno di fare sortire il soprano dal violoncello, riserbando per l'armonia il violino, la violetta ed il basso: quindi l'idea del suo secondo violoncello, che spesso va in concerto col primo. Boccherini manteneva da Madrid una corrispondenza seguita col grande Haydn. Questi due sommi uomini cercavano a rischiararsi vicendevolmente sulle loro composizioni. Mr. Puppo ha ben valutati ambidue col dire: che Boccherini è la moglie di Haydn; poichè si ammira sempre in questo l'armonista: in quello tutto è l'opra dell'inspirazione; la forza brilla eminentemente nel primo, e la grazia nell'altro, e quindi Mr. Cartier ha detto di una maniera originale: Se Dio volesse parlare agli uomini userebbe della musica di Haydn; e s'ei volesse intender della musica, si farebbe sonar quella di Boccherini. Pria di morire egli lasciò al marchese di Benaventi 24 quintetti, l'ultimi che ha fatti e che si possono chiamare il canto del cigno. (Extrait des quatre saisons de Mr. Fayolle.) Carlo IV re di Spagna fratello del nostro amabile Monarca, accoglieva ben volentieri i primi virtuosi di musica, e colmavali di doni. Boccherini fu uno di questo numero e compose molta musica per la corte di Spagna. Si racconta ch'egli fè sentire al re un trio, un passaggio del quale, per esser troppo replicato, fu a S. M. dissaggradevole. Boccherini rifece quel trio, ma secondando troppo il suo umore, affettò di replicare, ancora più il passaggio di cui si trattava. Il re non potè contener la sua collera, e l'autore cadde in disgrazia. Allora fu che Luciano Bonaparte, ambasciadore di Francia in Ispagna, fece a Boccherini una pensione di mille scudi, a condizione ch'egli comporrebbe per suo conto sei quintetti in ogni anno.

Bocchi (Francesco) fiorentino, uno di que' letterati del secolo decimosesto, che illustrarono la musica co' loro scritti, e ne formarono i principi specolativi. Egli era nato nel 1548, e pubblicò Discorso sopra la musica, non secondo l'arte di quella, ma secondo la ragione alla politica pertinente, in Firenze 1580.

Bochsa (Roberto-Niccola) nato a Montmedi nel 1789, ebbe sin dalla più tenera età le prime nozioni della musica da suo padre, primo oboè nella grande orchestra di Lione. Di sette anni appena egli eseguì sul piano-forte un concerto in una pubblica accademia. Il suo gusto per la composizione sviluppossi all'età di nove anni, egli compose un duo di flauti ed una sinfonia: di sedici anni mise in musica per la città di Lione, nel passar che vi fece l'Imperatore nel 1805, il dramma di Trajano. Nel tempo stesso applicossi all'arpa, e già quest'istromento eragli divenuto familiare, quand'ei seguì la sua famiglia a Bordeaux, ove il rinomato Beck gli diede delle lezioni di composizione, che tanto era ansioso di apprendere. Egli travagliò con lui per un anno, fece la musica del ballo della Dansomania, e un oratorio del Diluvio universale, ove eravi un coro eseguito da due orchestre. Finalmente portossi a Parigi, e preso avendo delle lezioni dal cel. Mr. Catel, riportò sin dal primo anno, il primo de' premj dell'armonia; e proseguì a perfezionarsi nell'arpa. Egli ha fatto imprimere delle sonate, de' duo, de' quartetti per arpa e forte-piano, una cantata a quattro voci e cori, o omaggio degli artisti francesi a S. E. l'ambasciadore di Persia, per due arpe, flauto, oboè, corno inglese, clarinetto, corno, fagotto, violoncello e contrabasso.

Bocrisio (Giov. Arrigo) professore di filosofia a Schweinfurt, nacque nel 1687, e morì compiti appena i 29 anni nel 1716. Nelle miscellanee di Lipsia t. 4, p. 96, vi ha di lui: Observatio de musicâ præexercitamento Hebræorum, ove parla degli effetti dell'armonia su lo spirito de' profeti, e prova con i luoghi stessi della Scrittura, come costoro per mezzo della musica si disponevano alle divine inspirazioni.

Bode (Giov. Cristiano) stampatore assai erudito di Hamburgo, nato in Berlino nel 1728, oltre un gran numero di opere, che non si appartengono al nostro soggetto, pubblicò i viaggi musicali di C. Burney, da lui tradotti dall'inglese con addizioni e note, Hamburg 1773 in 8º. Egli è ancora compositore di musica, e nel 1762, pubblicò Zærtliche ec.; cioè: Canzoncine tenere e comiche. Le sue sei sinfonie per dieci istromenti comparvero nel 1780, op 2, ed alcune altre composizioni.

Bodenburg (Gioachino) rettore a Berlino, nel 1745 egli vi fece imprimere Einladungs etc. cioè: Della musica degli antichi principalmente degli Ebrei, e de' più celebri musici degli antichi (V. Mittags, hist. abhandl.).

Boeclero (Giov.) dottore in medicina, pubblicò a Strasburgo un'opera intitolata De sono. (V. Joecher.)