Boely (Mr.), antico artista-musico, ritirato nella casa di S. Perina di Chaillot, pubblicò nel 1806: Les véritables causes dévoilées de l'état d'ignorance des siècles reculés, dans lequel rentre aujourd'hui la théorie pratique de l'harmonie, notamment la profession de cette science. L'autore avendo intimato Mr. Gossec di dirgli quel che pensava di questa sua opera, questi ha risposto a nome de' membri del conservatorio, suoi ignoranti confratelli in armonia, ch'egli riguardava il cartello di Mr. Boely, come un atto di demenza che doveva restare senza risposta: soggiungendo ch'egli salutava Boely, e desideravagli buon orecchio e sanità.

Boerhave (Ermanno) famoso medico olandese, nato nel 1666, e morto nel 1738, ha lasciate molte dotte opere su la medicina; ove si trovano moltissime cose concernenti la musica, in quel che appartiene alla fisica. (Intorno a quello che questo Ch. professore ha scritto sulla musica, veggonsi Mojon, Griselini, Lichtenthal ec.)

Boezio (Anicio Manlio Severino) nacque in Roma l'anno di G. C. 470 da una delle più illustri e ricche famiglie. Flavio suo padre scorgendo le buone di lui disposizioni per le scienze, inviollo in Atene sin dall'età di dieci anni, dove per il corso d'altri diciotto studiò profondamente le lingue greca e latina, la geometria, la filosofia, la musica e le matematiche, e fin la teologia: ed in queste scienze vi fece egli così grandi progressi che tornato in sua patria arricchì la lingua latina colle sue traduzioni dal greco delle migliori opere degli antichi, o colle sue proprie sopra ciascuna di queste facoltà. Egli occupò i primi posti sotto Teodorico re d'Italia, ma malgrado gl'importanti servigj che reso avevagli, ed i grandi onori di cui avevalo ricolmo, venuto questo re in sospetto di lui, fra' più orribili tormenti fecelo ingiustamente morire li 23 di ottobre dell'anno 525, di sua età 55. Così perì questo grand'uomo, l'ornamento del suo secolo, il più fermo sostegno della fede cattolica, il protettore delle scienze, dell'innocenza e delle leggi. Boezio, per tacere delle altre sue opere, scrisse cinque libri della musica da specolativo calcolatore piuttosto che d'armonico pratico, non dicendoci una parola del metro e del ritmo. La perdita delle opere musicali di Albino, il quale aveva dati il primo i nomi in latino alle corde greche, ha reso più stimabile Boezio: egli fu un erudito compilatore di Nicomaco nella grande sua opera. Le scuole dell'Europa, prevenute dall'opinione che nelle cattedre cattoliche meritava Boezio per la sua sana dottrina e per il suo peripateticismo molto allora in pregio, presero i libri armonici di lui come la più sicura guida pel ristabilimento dell'antica armonia, e fondarono in esso i primi loro discorsi su la greca musica pieni di que' medesimi errori, dei quali abbonda l'originale di Boezio. “I dotti in certe epoche di decadenza, dice l'ab. Requeno, pubblicano quanto loro piace con la sicurezza di non esser soggetti all'esame degl'ignoranti contemporanei. Boezio pubblicò il suo sistema armonico, e con esso un gran numero di teoremi musici, che lo distruggono senza che nessuno gli contraddicesse. Vedo che tale maniera di scrivere in Boezio deriva dal prender esso da diversi autori fra loro contrarj nelle sette armoniche la sua dottrina, senza avvedersi della loro contrarietà... Osservisi bene da' moderni accorti critici la contraddizione di questo scrittore. Noi siamo ben lontani dallo scrivere per voglia di contraddire, o per accattar plauso notando errori d'uomini rispettabili.” (Saggi ec. tom. 1, c. XIV.) L'ab. Gervaise nella sua storia di Boezio stampata a Parigi nel 1715, ha data l'analisi de' di lui cinque libri della musica.

Boileau (Niccolò) signore di Despreaux, celebre poeta francese, dell'Accademia delle iscrizioni e belle lettere, ed istoriografo di Luigi XIVº, morto in Parigi nel 1711 in età di 74 anni. Nel terzo tomo delle sue opere si trova un Dialogo in versi tra la Poesia e la musica, che per ordine del re aveva egli scritto per servir di prologo ad un'opera in musica. Il poeta era di sentimento, che la musica non riesce punto nella narrativa: che le passioni non vi possono esser dipinte in tutta l'estensione, che esse richieggono; e che spesso non sa ella mettere in canto l'espressioni veramente coraggiose e sublimi. Ma noi abbiamo le prove in contrario in più composizioni de' bravi maestri, e nella più parte delle migliori cantate, il di cui recitativo consiste in pure narrazioni: esse sono in oltre piene di espressioni assai forti e sublimi, e il maestro non vi è rimasto inferiore al poeta. La musica è sempre in istato di dipingere i sentimenti e le immagini in qualsivoglia maniera vengano espresse. Il soggetto adunque di questo Dialogo è una contesa tra la Poesia e la Musica su l'eccellenza dell'arte loro, ed erano già presso a dividersi, quando ad un tratto la Dea dell'armonia scende dal cielo con tutti i suoi vezzi, e leziosaggini, e le riconcilia tra loro.

Boisgelou (Franc. Paolo Roualle, de) morto in Parigi nel 1764, era consigliere al gran consiglio. Egli erasi molto applicato all'alta analisi e alla teoria della musica. Se gli deve un metodo di calcolo differenziale, che è indipendente dalla considerazione degl'infinitamente piccoli. In quanto alla teoria musicale di Boisgelou, lo scopo del suo sistema si è di trovare tra gl'intervalli, applicandovi il calcolo, dei rapporti che siano simmetrici. Rousseau, all'artic. Système del suo Dizionario, ha snaturato il sistema di Boisgelou, per mancanza d'intenderlo; ma è stato poi ristabilito da Mr. Suremain, che giunse ai medesimi risultati per vie differenti, e ne ha estese le applicazioni teoriche. Nello stesso Dizionario Mr. Rousseau rapporta due altri tentativi di questo autore, uno per trasportare in un colpo la chiave convenientemente ad un tuono o a qualsivoglia modo, ed all'artic. Clef transposée, “I musici, egli dice, non determinano le trasposizioni che a forza di pratica o a tastone, ma la regola di Boisgelou è dimostrata generale e senza eccezione.” L'altro riguarda un mezzo di rimediare all'imbarazzo che si prova nel solfeggio, con aggiungere cinque note per compire così il sistema cromatico. “Molti hanno tentato, dice Rousseau, sì fatta correzione, ma finora senza successo. Il pubblico con non far molto esame sul vantaggio dei segni che segli propongono, se ne sta a quelli ch'ei trova stabiliti, e preferirà sempre una cattiva maniera di sapere ad una migliore di apprendere.” V. artic. Solfier.

Boisgelou (Paolo-Luigi de) figlio del precedente, nato a Parigi nel 1732, studiò nel collegio di Luigi il Grande, dove cominciò la sua educazion musicale. Ragazzo ancora, veniva citato pel suo talento sul violino: di lui parla Gian-Giacomo nell'Emilio in questi termini. “Io ho visto presso un magistrato il suo figliuolo, buon fanciullo di otto anni, che si metteva su la tavola del dessert, come una statua in mezzo a' piatti, a suonar quivi il violino quasi dell'istessa grandezza di lui, e sorprendere per la sua maniera di eseguire, gli artisti medesimi.” (Emile, l. 2, t. 7, p. 337, Genève 1782.) Egli si è incaricato, mercè il suo zelo per l'arte, e di una maniera puramente benevola, di porre in ordine la parte musicale della nuova immensa Biblioteca in Parigi; con fare in quest'occasione un travaglio assai interessante ed utile per trarne buon partito nella storia letteraria della musica. Egli finì di vivere in Parigi li 16 marzo 1806.

Boisquet (Mr.) autore di un'opera, cui diè per titolo: Essai sur l'art du Musicien chanteur ossia Saggio sull'arte del Musico cantante, Parigi 1813. Non conosco quest'opera che per trovarla citata con elogio dal nostro sig. ab. Scoppa nel tomo terzo de' suoi Principes de versification etc. p. 184.

Bollioud (Luigi de Mermet) dell'accademia di Lione, morto nel 1793. Questo stimabile autore, oltre a molte opere di diverso argomento, una ne scrisse col titolo De la corruption du goût en musique, a Lyon 1745, in 12º. M. de Boisgelou il figlio dice ch'egli poteva tanto meglio essere buon giudice in questa materia, in quanto era egli stesso abil musico. Sonava così bene l'organo, che i migliori organisti non mancavano di andare a sentirlo, allorchè si divertiva di toccar l'organo nelle chiese di Parigi. Questo brieve trattato è stato tradotto in tedesco nel 1750, da Freytag con delle note storiche. (V. il Musico critico di la Sprèe, p. 321.)

Bolsena (Andrea Adami da), uno dei maestri di cappella del papa. Di costui abbiamo una Storia della Cappella Pontificale, che contiene molte particolarità: essa comparve in Roma nel 1711, col titolo di “Osservazioni per ben regolare il coro dei cantori, della cappella pontificia, tanto nelle funzioni ordinarie che straordinarie”, in 4º. Si trovano in quest'opera dodici ritratti dei principali cantori di questa cappella, con le loro biografie. Arteaga ne parla con elogio.

Bona (Giov.) cardinale dottissimo, piemontese fogliantino di somma pietà, morto in Roma nel 1674, tra le sue opere raccolte, in Torino nel 1747, in fol. una ve n'ha col titolo di Psallentis Ecclesiæ Harmonia, dove tratta della musica in uso nella chiesa dai primi secoli sino a suoi tempi. Si trova presso Walther un saggio di quest'opera.