Neusz (Arrigo), dopo aver fatti de' profondi studj in più scienze, non cominciò a studiar la musica che dopo il cinquantesimo anno di sua età. Egli prese delle lezioni di contrappunto, e di composizione da Bokemeyer, e vi fece tali progressi, che compose della musica per chiesa a 4 voci, con successo eseguita nella chiesa di Wernigerode, dove era egli primo pastore, ed eforo della scuola di quel paese. Pubblicò in oltre una dissertazione Dell'uso, e dell'abuso della musica, che si trova in fronte dell'opera di Werkmeister della nobile dignità della musica, 1691. Lasciò ancora manoscritto un Trattato sulla Musica in 4º: cap. 1. Dell'eccellenza della musica; 2. del suo uso ed utilità; 3. del suo abuso; e 4. sulla maniera di organizzare una musica.
Nichelmann (Cristoforo), dopo avere appreso i principj della musica nel suo nativo paese, fu dal padre suo, che rimarcato aveva i suoi talenti per quest'arte, mandato a studiarla nella scuola di S. Tommaso in Lipsia sotto la direzione del gran Seb. Bach nel 1730, ed il primo figlio di costui insegnogli principalmente il cembalo, e lo guidò ne' suoi primi saggi di composizione. Prese quindi in Hamburgo delle lezioni da tre celebri maestri, Keiser, Telemann e Mattheson: nel 1740, stabilitosi in Berlino fecesi istruire da Graun nella composizione, ed avendovi fatto de' gran progressi, entrò nella corte del re di Prussia come suo cembalista e musico di camera. Nel 1749, in occasione della disputa sulla musica francese ed italiana, egli scrisse la sua opera pubblicata quindi a Danzica nel 1755 con questo titolo: La mélodie d'après sa nature et ses qualités avec 22 planches. Un anonimo confutolla con veemenza in uno scritto intitolato: Idées d'un amateur de musique, in 4º, al quale rispose Nichelmann con un libro pieno d'ironia sotto il titolo di Excellence des idées de M... analisée par un amateur de musique. Egli morì nel 1761. Marpurg nelle sue Memorie storiche e critiche rapporta il catalogo delle di lui composizioni.
Nicolai (Ernesto Ant.), dottore in medicina a Halle pubblicò nel 1745, Verbindung etc., ossia Dissertazione sull'unione della musica con la medicina, ove ragiona degli effetti di quella sul corpo dell'uomo. (V. Lichtent. p. 82)
Nicolai (Federico), dotto librajo di Berlino, quivi nato nel 1733. Nella Relazione de' suoi viaggi le osservazioni, ch'egli fa sulla musica, provano l'estensione delle sue cognizioni in questa facoltà. Le memorie ch'egli rapporta sulla musica di Vienna, e con ispezialità intorno al celebre Gluck, meritano di esser lette. Trovansi egualmente delle notizie molto interessanti su i musici di Berlino nelle sue Descrizioni di Berlino, e di Potsdam.
Nicolini (Giuseppe), bravo compositore di musica per teatro attualmente vivente in Napoli. Le sue opere sono molto graziose ed assai stimate, I Manlj; Abeniamet e Zoraide; il Trajano in Dacia; il Coriolano, drammi serj. Il Trionfo del bel sesso, e le due gemelle burleschi, si trovano nel magazino di musica del Ricordi in Milano.
Nicomaco, greco filosofo, viveva probabilmente verso la metà del secondo secolo dell'era cristiana. Scrisse un piano di musica pregato da una dama, ch'egli chiama la più onesta donna dell'universo, e che volle da lui essere instruita nella scienza armonica. Chiama egli il suo libro Manuale armonico: il secondo annesso a questo dal Meibomio non segli può giudiziosamente attribuire, essendo in esso citato Nicomaco medesimo. “Nel primo si vede, dice il Requeno, che Nicomaco scriveva da erudito, non mai da pratico nell'armonia, nè da esatto specolativo nella pratica.” Le prove di questa proposizione possono leggersi con profitto nel t. 1 de' di lui Saggi, p. 304. “Benchè Nicomaco (soggiugne il Requeno), sia di poco calibro ne' precetti, copiando egli dagli antichi, ci lasciò però alcune scelte memorie dell'arte... Non so come dica Meibomio nella prefazione a Nicomaco, che questo sia l'unico pittagorico scrittore armonico, che ci rimane, essendo tutti quelli della sua collezione tutti seguaci del sistema musico di Pitagora, fuori di Bacchio, o affatto, o in parte. Ciò non può essere venuto in mente a Meibomio, se non per non aver esso intesi gli stessi autori, che ci commenta.” p. 307-309. I Grandi Comentarj, che Nicomaco cita di avere scritto sulla musica, non ci sono rimasti: alcuni frammenti se ne trovano solo presso Porfirio e Jamblico. Secondo quest'ultimo egli dee esser posto nel numero de' più grand'uomini dell'antichità: egli lo chiama un uomo straordinario, che pochi autori hanno uguagliato nelle scienze mattematiche: vanta la sua profondità, e 'l genio inventore, l'ordine, e 'l nesso delle sue idee, la precisione, la chiarezza, e l'eleganza del suo stile. Ma allorchè si leggono i frammenti che ce ne restano, si è sorpreso che i nuovi Platonici abbiano potuto credere tutte codeste cose; se non che la conformità delle opinioni possa solo far credere ad un insensato che un insensato, che gli rassomiglia, è un grand'uomo (V. Meiniers t. 1, p. 212). Che altro infatti reca Nicomaco della musica, che vani confronti delle voci, e degli astri, ed inutili calcoli delle ragioni de' suoni?
Niemetschek, professore nell'università di Praga nel 1804, pubblicò in tedesco Lo Spirito di Mozart, in 8º, dove alla biografia di questo gran maestro fa egli succedere delle interessanti osservazioni sul genio particolare delle di lui famose composizioni, e sulla profonda di lui cognizione dell'effetto, e dell'impiego degli instromenti da fiato. A questo esame unisce egli un'analisi ragionata di tutte le sue opere, che fassi leggere con piacere e con profitto.
Niemeyer (Augusto-Ermanno), professore di teologia a Halle, quivi nato nel 1752, è autore di un'opera pubblicata a Lipsia col titolo di Pensieri sulla Religione, la Poesia, e la Musica, 1807, e di alcuni drammi sacri posti in musica da Rolle.
Nigetti (Francesco), dotto musico italiano circa 1600 fu l'inventore del Cembalo onnicordo, detto il Proteo. Per questa invenzione gode egli d'una gran celebrità nella storia della musica in Italia, che di mano in mano andavasi allora perfezionando (v. Maffei Veron. illustr.).
Nivers (Gabriele). Maestro della R. cappella di Luigi XIV, nato a Parigi, si distinse principalmente per le sue opere teoriche. Vi ha di lui: I. Traité de la composition de la musique, Paris 1668, e Amsterdam 1697, in 8º. II. La gamme du Si, che servì molto in quell'epoca a facilitare il solfeggio. III. Dissertation sur le chant grégorien, Paris 1683, in 8º, che vien ricercata tuttora per le dotte ricerche che vi si trovano. IV. Traité de la musique des enfans. Egli morì assai vecchio nel 1670.