«E chi oserebbe parlarvi? Un'altra volta, prima di partire in quella guisa crudele, cacciatemi di casa che sarà meno spregio!
«Odi—rispose il marito—se ho provato il bisogno di correre a C…; se ho voluto parlare alla zia; se torno chiedendoti perdono, io che non lo chiederei a nessuno offeso da me, e piuttosto morirei per punirmi colle mie mani; vorrai che m'inginocchi davanti alla donna mia? Bianca, abbandoniamo e presto queste montagne; soltanto lungi di qui potremo vivere pienamente felici…!
«Questi non furono i nostri discorsi!—sclamò Bianca:—già me ne sono accorta; prima il paese dove io sono nata, poi vi verrò a noia io stessa…!
«Mi verrà a noia la vita!—proruppe egli allora rifatto severo: e fu l'ultima parola, perchè Bianca non osò più aprir bocca; nè a lui parve di poter più dire senza cadere col discorso sopra l'antico amore di lei; amore che non avrebbe mostrato di conoscere a nessun prezzo, più apertamente di quel che aveva già fatto.
Mentre essa tornava a rannicchiarsi timidamente, egli si affacciò al balcone; e il suo sguardo per quella oscurità andò a posarsi sul vicolo della riva sinistra del torrente, dove a quell'ora si vegliava in una sola casa, come si vedeva alle finestre or l'una or l'altra illuminate. «Pare fatto per dispetto!» pensò tra sè; e toltosi dal balcone chiudendone le imposte con mal garbo, si ritirò nella sua camera senza più dir nulla alla sposa.
Quella ove aveva visto i lumi era la casa della signora Maddalena, la quale stava in quell'ora aspettando Anselmo, che venisse a pigliare col calesse Marta e lei; per portarle verso i luoghi della marina, dov'era Giuliano. Perchè dopo le novelle recate da Mattia, la signora si era sentita entrare una smania, che le pareva di non poter più vivere senza andar a raggiungere il suo figliuolo. La partenza era stata fissata per l'alba; ed intanto che Marta preparava un po' di roba da portar via, Tecla la aiutava, sentendosi crescere lo sgomento di rimanere sola.
Così le poche ore che mancavano all'alba, passavano volando per la giovinetta, e facendosi secoli per la signora già pronta; la quale guardando Marta affaccendata e rinfronzita, aspettava e sorrideva.
La vecchia vestiva certa sua vesta d'indiana scura, tempestata di fiorellini rossi e minuti, ornata alle ascelle di rigonfi, ai quali si innestavano molti svolazzetti somiglianti ad ale di pipistrelli. Le maniche della veste erano così strette, che le braccia sebbene aduste vi capivano a fatica; un grembiale ampio, d'altra indiana meno scura, le cingeva i fianchi fin sulle reni; e due fazzoletti stampati di frutta e di fiori a colori, assai vivi, le coprivano l'uno il capo, l'altro le spalle, facendo una strana cornice alla sua faccia, massime alla fronte, sulla quale si vedeva un pensiero, piccino ma sempre desto, ma sempre in moto come uno sgricciolo, dare il guizzo tra le grinze che facevano mazzo lì verso le ciglia, in cima a quel suo nasetto, curvo come un rostro, e di espressione diversa da quella sì dolce de' suoi occhi.
Alfine il calesse arrivò sul piazzale. La signora udendolo si levò in piedi; e voltasi a Tecla le disse: «Mi sento così forte che proprio sarebbe peccato se io non andassi:.. Tu Tecla sta da buona figliuola… tu rimarrai al mio posto. La farai da padrona, e accoglierai i forastieri, se qualcuno ne capiterà, mentre io sarò lungi. Ecco, queste sono le chiavi…, tu le conosci tutte. Dormirai nella camera che ti piacerà meglio, e tuo padre e tua madre ti terranno compagnia. Userai d'ogni cosa come fosse tua; ritirerai la roba dai coloni, ne terrai conto sul libro di casa, darai gli ordini per la vendemmia…, impara a diventar massaia, che quanto a noi chi sa quando ritorneremo. Se colà si sta nulla nulla bene, non ci verrà in mente di rivenire quassù, no. Allora scriverò che tu mi mandi quello che mi bisognerà, e potrai venire con tuo padre a portarlo. Vedrai i bei paesi! Là, quando noi si muore dal freddo, dalla noia, chiusi in casa dalla neve, là sempre un sole, sempre un'aria dolce, e il mare… Addio Tecla.» E presa tra le mani la testa della giovinetta, che pareva non aver più senso di nulla, la baciò in fronte, e s'avviò verso il piazzale.
Marta rispettosa più che non fosse mai stata tutta quel tempo, in cui i suoi riguardi verso Tecla erano cresciuti ogni giorno, le disse: «Avete inteso? il Signore vi vuol proprio bene! Pregate per la padrona e per me. Addio.»—E datole anch'essa un bacio, andò a raggiungere la signora, recando una sporticella, nella quale aveva raccolto cacio paesano, pane, frutta, tanto da potersi rifocillare tra via, come se fuori di casa fosse stato il deserto.