Tecla se n'andò, lasciando la vecchia punto dubbiosa di avere indovinata la cagione del suo pianto; e questa rientrò in casa colla signora. La quale sfatta per quel che aveva patito dal giorno innanzi, sedette come persona inferma; e voltasi alla fantesca le disse:
«Marta; e tutta la paura che ebbimo del pievano? Fummo pur pronti a pensar male….
«Che vuole!—rispose Marta—ieri mattina egli se n'è andato così furioso; il signorino glie ne aveva dette di così grosse! Ho fatto i giudizi temerari…. povera me, chi si salverà farà la gran bella giornata….!»
In verità, sebbene i fatti dessero ragione ai pentimenti di Marta, il pievano s'era partito il dì innanzi da quella casa, proprio col proposito di pigliar vendetta a suo modo del giovane giacobino. Risalendo in castello v'aveva meditato sopra, e non vedeva l'ora d'averlo tra le mani senonchè, rientrando nel presbiterio, s'era abbattuto in donna Placidia che gli porgeva una lettera, suggellata grossamente con cera di Spagna, e il Minore Osservante che gli si faceva incontro, dicendo in tuon di celia:
«Non ha gli occhi cavati, non il naso tagliato, non gli orecchi mozzi, dunque gli infedeli si sono convertiti….?»
«Ah! padre,—sclamò il pievano, cui il sangue rimescolato dalla procella di poco prima, flottava tuttavia assai forte,—ella parla d'infedeli per celia, ma qui nella mia pieve ho di peggio! Qui vi sono i rinnegati….
«Rinnegati!—urlò il frate battendo insieme le palme:—Che mi dice mai rinnegati? O le mie prediche? Ne parlerò domenica dando la benedizione papale.
«Eh! il rinnegato non ha visto nè lei nè la chiesa! Altro che prediche…! Adesso vado a C…. mi presento al generale Alemanno, gli dico le cose; e quel Giuliano laggiù, cui non fanno paura nè Dio nè Santi, quel Giuliano laggiù che vuol fare scuola di religione e di morale a me…, lo colgo e l'aggiusto io! Placidia, dite a Mattia che ponga la bardella sulla giumenta…»
Parlando alla sorella, si rammentò della lettera che essa gli aveva data; e mentre il Minore Osservante rispondeva alla sfuriata di lui, con un'altra sfuriata, come dicessero i salmi un verso per ciascuno; egli alzò il suggello, aperse il foglio, vi piantò gli occhi sopra, e lesse colla mente:
«Molto reverendissimo signor pievano. Vengo con questo piccolo foglio a farle sapere, che questa volta i regicidi, scomunicati, scellerati Francesi, hanno il diavolo dalla loro; perchè i nostri vengono perdendo, dalla marina verso in qua ogni giorno. Sui monti di Nizza, fu ieri grosso parapiglia, e per quel che so se il Dio di Sabaot non ci aiuta, finirà male. Le dico che non dormo nè dì nè notte, e se mai avessi a fuggire, faccio conto di venire da lei, per scampare da quei briganti, e con questo mi sottoscrivo.