«Sono segni del cielo! Corri tu pure,—disse il frate al signor Fedele—e trova modo di portar qua il barone… Chi sa? La compassione può dare l'ultimo ajuto a movere l'animo di Bianca… va.»
In quattro passi il signor Fedele fu in casa; in altri quattro tornò sul prato con panni da gentiluomo indosso: e stretta la mano al frate e dettogli che alle donne aveva nascosto il perchè della sua andata al borgo; rimasero che questi sarebbe stato attorno alla fanciulla, per disporla a quelle accoglienze ch'essa doveva usare al barone; dove per buona sorte lo si fosse potuto trasportare alla palazzina. Con questo l'uno partì, e l'altro salì dalle signore.
Bianca e Margherita lavoravano di cucito, vicine alla zia Maria; cui la gioia di riaverle, come essa diceva, sotto gli occhi, dava nel viso una bella rallegratura. La minorella era gaia, e Bianca silenziosa: dire che non fosse mesta sarebbe troppa bugia, ma un po' più serena la pareva davvero; e se n'era accorta sin la cieca, la quale diceva di conoscerla al colore del viso, ma in verità l'argomentava dai sospiri di lei meno frequenti.
Il frate si mescolò alla buona nei loro discorsi; e studiando di farsi posto in questi, per la faccenda che voleva dare a capire; guardava traverso la finestra, le belle ruine del castello di C… le quali si vedevano dalla sala assai bene.
«Che guarda, signor padre? uscì a dire Margherita, che vispa com'era aveva gli occhi su tutto, e usava colle persone un ultimo avanzo di dimestichezza infantile.
«Io guardo,—rispondeva egli, trovando da maestro quel che gli bisognava, senza togliere l'occhio dalla bella vista in cui pareva assorto—io guardo quei comignoli laggiù del castello, e penso che darei un anno della mia vita, per poter vedere, non fosse che un'ora, il castello, i baroni, il popolo del borgo e tutte le cose, com'erano, per esempio, seicent'anni or sono…; quando le castellane vivevano da sante, e i cavalieri andavano e tornavano di Palestina, pieni di fede, carichi d'armi, a conquistare il Santo Sepolcro e il regno dei cieli…
«Oh!… e come si possono sapere codeste cose?—chiese Margherita, che sempre aveva preso diletto a farsi narrare favole e leggende.
«Dai libri,—rispose il padre Anacleto;—ma sono libri latini, che non tutti li sanno leggere…»
«Ci racconti qualcosa lei, ci racconti…» entrò a dire damigella
Maria.
«Sì, sì—padre, racconti:—incalzava Margherita. Bianca taceva; ed egli con quell'aria che sanno pigliare anche i più volgari favolatori, cominciò a narrare.