XX. Odi barbare.
Al n. XIX mancano nell’autografo, evidentemente per una svista, le Rime nuove, che io perciò mi sono permesso di aggiungere.
Varie considerazioni si possono fare intorno a questo elenco: prima di tutte, che quando l’autore lo compilò aveva in animo di compiere alcuni lavori o farne dei nuovi, dei quali gli è mancato il tempo o l’opportunità; seconda, che la disposizione organica da dare ai suoi scritti è per lui lavoro di molta importanza, il quale perciò va soggetto a molte mutazioni, prima di esser compiuto. Questo così per le prose come per le poesie; ciascuna serie delle quali corrisponde a uno speciale ordine di studi, di pensieri, di fatti nei diversi periodi della vita dello scrittore. Naturalmente alcune mutazioni avvenute nella disposizione delle prose dipendono dal fatto che all’autore accadde di comporre alcuni lavori ai quali da prima non aveva pensato.
Il volume, annunziato nell’elenco come il primo della serie, ed annunziato pure come il primo di quelli in corso di stampa dal Sommaruga fino dal 1884, non è ancora uscito; anzi non è neppure annunziato come di prossima pubblicazione nella edizione delle Opere fatta dallo Zanichelli, della quale sono stati pubblicati fino ad oggi ben tredici volumi. Ma dopo i tre primi, pubblicati nel 1889, l’edizione andò rallentando; nei nove anni che seguirono furono pubblicati soltanto sette volumi; e dopo la pubblicazione del volume X nel gennaio 1898 vi fu una sosta di quattro anni, ora fortunatamente cessata.
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Dei dieci volumi pubblicati nei nove anni dal 1889 al 1898 otto comprendono le prose e due le poesie. I volumi delle prose sono: I. Discorsi letterari e storici, II. Primi saggi, III. Bozzetti e scherme, IV. Confessioni e Battaglie, V e VII. Ceneri e faville (serie 1ª e serie 2ª), VIII. Studi letterari, X. Studi saggi e Discorsi. I volumi delle poesie sono: VI. Juvenilia e Levia Gravia, IX. Giambi ed Epodi e Rime nuove.
Nella distribuzione degli scritti in questa raccolta completa delle opere l’autore ha tenuto conto al tempo stesso della materia e della forma. I volumi I, II e VIII (salvo nel I i due discorsi Lo studio di Bologna e Per la morte di Garibaldi e le Relazioni di Storia patria) sono tutti formati di studi letterari, con questa distinzione, che il primo comprende gli studi in forma di discorsi, il secondo quelli in forma di saggi critici, l’ottavo i veri e propri studi letterari in forma di dissertazioni. Tre di questi, insieme coi cinque discorsi Dello svolgimento della letteratura nazionale, che ora sono nel I volume, componevano gli Studi letterari pubblicati dal Vigo nel 1874 e ripubblicati nel 1880. Il volume X, che comprende scritti vari anche di forma, ma per la maggior parte letterari, può considerarsi come una appendice ai tre volumi degli studi di letteratura italiana. Nel volume I ai cinque discorsi Dello svolgimento della letteratura nazionale sono aggiunti i discorsi Pel monumento a Virgilio, L’opera di Dante, Alla tomba del Petrarca, Ai parentali del Boccacci, e Del rinnovamento letterario in Italia, che ne formano il complemento e la illustrazione, contribuendo a fare di esso il volume letterariamente più importante e più originale di tutta la raccolta delle prose.
Come il volume degli Studi letterari del Vigo conteneva il primo nocciolo, per così dire, degli scritti letterari del Carducci raccolti nei volumi dei quali abbiamo parlato, così il volume dei Bozzetti critici e discorsi letterari, pubblicato dallo stesso Vigo nel 1876, conteneva il primo nocciolo degli scritti di critica e polemica, che, con l’aggiunta dei più importanti e nuovi dai tre volumi di Confessioni e Battaglie del Sommaruga, formarono i volumi III e IV delle opere complete, Bozzetti e scherme e Confessioni e Battaglie. Nei Bozzetti e scherme furono accolti cinque scritti dal volume del Vigo, su La Dora del Regaldi, su La vida es sueño del Calderon, Goffredo Mameli, Il secondo centenario del Muratori e Di certi giudizi intorno al Manzoni; gli ultimi due dei quali erano stati riprodotti nelle Confessioni e Battaglie, edizione Sommaruga. Due soli scritti del volume del Vigo, Polemiche sataniche e Critica e arte, riprodotti pure nel volume del Sommaruga, trovarono posto nel IV delle Opere. Ad essi furono aggiunti undici scritti dalla raccolta sommarughiana di Confessioni e Battaglie, quelli ai quali più propriamente si conveniva questo titolo; e così con altri tre nuovi, Ricordo d’infanzia, la prefazione al Libro delle prefazioni,[62] e il Discorso agli elettori di Pisa, questo volume IV raccolse tutti gli scritti nei quali l’autore parla di sè, della sua vita e dell’arte sua, dagli anni primi al 1886, e combatte pei suoi ideali di scrittore e di cittadino.
I volumi V e VII, Ceneri e faville, raccolgono gli scritti minori di argomento vario, letterari, politici e semipolitici, sparsi dall’autore in giornali, ed opuscoli, ma sopra tutto in giornali, e perciò difficilissimi a trovare. Il volume V contiene la prima serie di tali scritti dal 1859 al 1870; il VII la seconda dal 1871 al 1876. Naturalmente queste, che l’autore chiama misere bricciche, non hanno letterariamente l’importanza degli scritti maggiori raccolti negli altri volumi; ma sono anch’esse nobili e preziose testimonianze dell’animo e dell’ingegno dell’autore, e perciò tutt’altro che inutili alla piena conoscenza dell’uomo e dello scrittore.
I due volumi delle poesie, VI e IX, pubblicati, uno nel maggio 1891, l’altro nel maggio 1894, comprendono tutte le poesie in rima già raccolte nei quattro volumi della collezione elzeviriana, Juvenilia, Levia Gravia, Giambi ed Epodi, Rime nuove (edizioni definitive), non senza qualche aggiunta e mutazione di posto a qualche componimento.