Palla.

Tutti i tiranni abomino

Detesto al par di te;

Ma nella plebe instabile

Non so ripor la fe’.

Buondelmonti.

Torna a regnare il popolo

Che plebe vil non è.

»Io gli lodai quella cantata. Sicuro! Gli ero debitore dell’avermi risparmiato la stampa della novella. Immaginatevi se i critici italiani avessero poi scoperto che a sedici anni feci una poesia romantica!»[8]

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