«Giosue, Alessandro, Giuseppe Carducci, figlio di Michele e di Ildegonda Celli, l’uno Medico, l’altra Possidente, dimoranti nel popolo di Val di Castello nella Comunità di Pietrasanta, nacque nel dì ventisette Luglio Milleottocentotrentacinque, alle ore undici di sera, e fu battezzato nel dì 29 detto nella Chiesa del nominato popolo. — Compare: Natale Carducci.»

Ed in fede

Dalla Sezione Ministeriale dello Stato Civile e della Statistica generale, li 24 maggio 1853.

Il Segretario Capo della Sezione
Attilio Zuccagni Orlandini.

([Pag. 15.])

Nell’Archivio segreto del Buon Governo, filza 5, dal n. 615 al 740-1849 — Delegazione di S. Spirito — Affari informativi — Archivio di Stato di Firenze — trovasi una Lettera del Delegato Palazzeschi al Delegato di S. Spirito in data 29 agosto 1849, con la quale si richiedono informazioni sulla condotta del giovane Giosue Carducci che abita in Via Romana, N. 1843, il quale ha fatto domanda per l’ammissione al Liceo militare Arciduca Ferdinando. Il Delegato di S. Spirito avverte il supplicante di provvedersi del certificato medico di sana costituzione e di presentarsi all’esame di ammissione che avrà luogo il 15 settembre 1849 sulle seguenti materie: Letteratura italiana, Aritmetica ragionata e Geometria piana.

([Pag. 18.])

Ecco i certificati degli studi del Carducci alle Scuole Pie, già pubblicati dal Picciola nelle note al suo Discorso sopra citato:

Firenze, 20 maggio 1853.

Per me sottoscritto, maestro di Rettorica nel Collegio delle Scuole Pie di questa città, certificasi che il giovane Giosue Carducci, figlio di Michele, negli anni scolastici 1850-51, frequentò le mie lezioni con molto impegno, studio e profitto singolarissimo, e, dotato di bell’ingegno e ricchissima immaginazione, e colto per molte ed eccellenti cognizioni, si distinse primo tra i migliori e compì con tutta lode il suo corso di Belle Lettere: buono poi per indole, si condusse sempre da giovine cristianamente e civilmente educato. Tanto per la verità; della quale in fede gli rilascio la presente testimonianza, la quale desidero sia di utile raccomandazione a questo buono e bravo Giovine, che fin d’ora ha fatto concepire di sè le migliori speranze.