La Roma antica era caduta. La società aveva bisogno di un urto violento che la scotesse dal suo letargo mortale; aveva bisogno di nuovi elementi che rendessero la vita alle membra di lei quasi morte. I popoli del settentrione nella loro giovenile e selvaggia vigoria compiono il decreto della Provvidenza. L’Italia invasa dai Barbari è un caos di principii vitali, il quale non aspetta che una voce potente ad ordinarsi in creazione bellissima.
I Barbari in Italia. — Ottave — del Sig. Leopoldo Bruscoli, Accademico Risoluto.
III.
Ultimo esempio della dignità romana, ultimo amico di Roma e delle glorie antiche, nuova ed ultima manifestazione dell’idea latina ritemprata nel principio cristiano, ci si mostra.
Boezio nella sua carcere. — Sciolti — del Sig. Pietro Dazzi, Accademico Risoluto.
IV.
Nelle prime barbariche irruzioni i Papi, che altro non potevano, frenano gli oppressori ponendo loro innanzi la Croce, consolano gli oppressi con la dottrina del Dio della mansuetudine e dei dolori.
San Gregorio Magno. — Prosa — del Sig. Paolo Tincolini, Accademico Risoluto.
V.
A difesa dell’Occidente minacciato dal fanatismo di Maometto, Carlo Magno rinnuova l’Impero romano: s’accorge che la sede dell’Impero dev’essere Roma, a lato della cattedra di Pietro; la forza con la sapienza, la spada col pastorale. A ciò caccia i Longobardi, così mette fine ai dominii barbarici in Italia.