Item; che Nozzo di Perino altramente chiamato Calandrino dipintor da Fiorenza sia veramente quel che dicesi il tipo della stoltezza italiana, la quale pare avere aggiunto oggigiorno l’ultimo termine della sua perfezione;

Item; che, mentre la nazione fu troppo larga di facili onoranze a uomini di gran lunga men degni che Calandrino non fosse, questi fu al tutto e sempre dimenticato;

I sottoscritti, convenuti da ogni parte d’Italia, preso da sè, come già altri fece, il mandato del popolo italiano, hanno decretato e decretano:

I. È instituita una società intitolata da Calandrino e una festa annovale a commemorazione di lui da celebrare nel mese di Ottobre nei luoghi fatti solenni dalla memoria dell’uom semplice e di nuovi costumi.

II. La festa sarà tenuta con un simposio a cui si darà cominciamento con un piatto di lasagne, e si mangeranno oche, paperi e salciccie, il tutto affogando in un fiumicel di vernaccia.

III. Tutti i convitati si prepareranno al simposio udendo con gran compunzione la lettura di alcuna delle novelle in cui Messer Giovanni Boccaccio celebrò le azioni del gran cittadino.

IV. Nella sala del simposio dovrà essere un qualunque segno a ricordar Calandrino.

V. Ognuno dei convitati dovrà o leggere o dire parole o in rima o in prosa a gloria dell’eroe.

VI. In tutta la giornata è vietato ai componenti il convito dire o fare cose savie.

VII. I soci che fossero assenti da Firenze saranno per coscienza obbligati a partecipare in ispirito alla festa, mangiando divotamente vuoi lasagne, vuoi paperi, vuoi oche, vuoi salciccie, e soprattutto astenendosi dal dire e fare cose savie.