[65]. Menghini, scritto cit., pag. 133.
[66]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 440.
[67]. Vedi Carducci, Opere, vol. XII, pag. 568.
[68]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 569.
[69]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 570.
[70]. Carducci, Opere, vol. XI, pag. 369.
[71]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 572 e seg.
[72]. Vedi il giornale Il Marzocco, anno V, n. 19 (13 maggio 1900).
[73]. Ugo Pesci, generalmente bene informato delle cose riguardanti il Carducci, in un diligente e interessante articolo, Il Carducci intimo, pubblicato nel Secolo XX (n. VI, novembre 1902) scrive a proposito della morte del Bevilacqua: «Una mattina nella primavera del ’99 la morte lo colse all’improvviso, su la cattedra, mentre faceva lezione; ed i suoi due figli più grandi, ancora adolescenti, ascoltavano in una sala vicina la lezione d’un altro maestro!» Ciò non è esatto. Carlo Bevilacqua morì la mattina del 2 dicembre 1898 nel suo letto, per malattia quasi improvvisa (dissero una colica epatica) che gli si era manifestata con grande violenza due giorni innanzi. Nel giorno 30 novembre aveva fatto regolarmente le sue lezioni e preso parte attivissima ad una adunanza del Collegio degli insegnanti, senza accusare nessun disturbo. La notte gli prese il male; nel giorno di poi migliorò; la mattina seguente ebbe un improvviso peggioramento, e morì. Era nato a San Quirico di Moriano presso Lucca il 6 aprile 1849.
[74]. Vedi il libro di Giulio Padovani, A vespro. Bologna, Zanichelli, 1901, pag. 109.