Quando il mio nome suona a que’ vili

Che traggon vita di pace e d’agi,

Dentro i tuguri, dentro i palagi,

Trema il villano, trema il baron.

Son masnadiero figlio del monte

Come la quercia di quel dirupo:

È la mia patria l’asil del lupo,

È la mia vita strage e tenzon.

»Di cotali cose non abbiam ricordo si scrivessero nel cinquecento, quando i giovani italiani studiavano in Petrarca in Boccaccio e nei latini che pur sono scrittori immorali: al secolo decimonono le scriveva a diciassette anni tale che aveva studiato in altri libri ch’io non vo’ nominare: e un anno dopo moriva disperato del ritrovare nel mondo quelle sensazioni selvagge ch’ei ci voleva trovare a ogni costo.»

Inutile dire che la storia e i versi del giovinetto erano pura invenzione del Carducci. Ho voluto riferirli (poichè la Giunta alla derrata è un libro oramai introvabile) a titolo di semplice curiosità.