O prole mia divina,
Regno mio bello e popolo felice,
Io Calandrin, non Dante, com’uom dice,
Io fui la tua radice.
Goditi Alfonso[41] per vicario mio,
Chè starai bene con Domeneddio.
Or fatevi con Dio,
Brigatella discreta, e state sodi
Alla bombanza; ch’io men vo a Bengodi.
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