Passa la bella donna e par che dorma.
(TASSO.)
Non era morta Ida, ma svenuta sotto il colpo brutale dello sgherro del prete; Cantoni, come abbiam veduto precedentemente, l'avea sollevata dal suolo, dopo d'averla vendicata, e la trasportava nelle braccia come una madre la sua creatura.
La trasportava, ma i bàttiti del cuore della fanciulla, giungevano nel fondo dell'anima sua con un effetto irresistibile. Esso aveva presentito il suo carico! E quando, deposta sul letticciuolo d'una fruttaiuola, la cui bottega aperta aprivasi per la prima a Cantoni; quando sciolta la rossa camicia, egli scopriva i pomi eburnei, che con mano maestra aveva scolpito natura, quel collo, quelle carni delicate, quel declivio di spalle che con qualche cosa di virile, avea pure tutta la squisitezza della più bella delle figlie d'Eva, oh! allora l'anima del giovine volontario nuotò in quel mare di delizie, che si solca nei primi stadi della vita, forse unicamente felice, del primo amore, ove tutto sorride, ove i godimenti sognati si presentano avvolti dall'involucro divino della speranza e dell'ideale, scevri dalle brutture d'una realtà che sfuma, si dilegua, s'annienta, come il fumo di un sigaro, lasciando dietro sè lo sconforto, e sovente l'indestruttibile rimorso. Poichè, che sono i godimenti della vita?
Cantoni si sentì indissolubilmente vincolato alla bellissima creatura che gli giaceva davanti, e rimase ivi a custodirla come un tesoro. Com'era egli superbo d'averla difesa, salvata! Chi avrebbe allora osato insultare ancora quella sovrana del suo cuore? Oh! l'uomo sotto la potenza del primo amore, vale dieci. E quel sentimento, decrepito come sono, mi risospinge verso un'età, in cui anch'io mi sentiva moltiplicato, impavido a qualunque evento, ed ora davanti a me, terribile realtà! le avventure, le speranze, le glorie crollate sotto il peso degli anni e dei disinganni…
Quando, passato lo svenimento, Ida riaprì gli occhi alla luce, essi si fissarono in quelli passionati del suo liberatore, e con un moto spontaneo protese le sue braccia verso di lui. Cantoni inchinossi al delizioso invito, le sue labbra collaronsi sui coralli della bella bocca, ed un nettare d'essenza divina si trasfuse nelle arterie di due esseri fortunati. Sarà questo la vita? Oh sì! il resto è miseria!
Questa interessantissima scena non era sfuggita all'occhio penetrante della buona Teresa, la fruttajuola. Essa le ricordò forse alcune scene della sua vita giovanile, e godette del contracambio amorosissimo della bellissima coppia. Con tale prevenzione dell'ospite, non fu difficile a Cantoni d'interessarla alla sua giovine amante; Teresa incaricossi volonterosa di custodire Ida nella convalescenza, e Cantoni, pieno di gratitudine per quella donna, staccossi alfine dal suo tesoro, e corso al suo posto nella Legione, ove lo chiamavano le trombe a raccolta.
Egli col cuore lacero seguiva il corpo dei Volontari verso Roma, ove lo lasceremo assaporando l'odio, le calunnie e le velenose insinuazioni dell'astuto nemico d'Italia, il prete.
CAPITOLO XIV.
LA CONFESSIONE.
Invenzione diabolica, la confessione
è il mezzo più potente
di corruzione del Chercuto.
(Autore noto.)