Vergognato però del suo timore d'una fanciulla, egli avvicinò il letto, e con ogni parola di seduzione in cui era maestro, procurò di rendere condiscendente la sua vittima.

«Rettile vile! esclamava la coraggiosa figlia di Bologna: essere esecrato! ritirati! io morrò mille volte piuttosto che di cedere alle scellerate tue brame. Vedi tu questa spilla? io cercherò il tuo cuore di vipera, e ve la immergerò tutta!»

Io non narrerò tutte le parole dell'osceno chercuto perchè mi repugnano, dirò soltanto ch'egli, credendo inutile ogni sua persuasione, si decise per la violenza, e chiamò a sè l'ausiliaria sua complice. Egli uscì per chiamarla, ma la vecchia era li fuori della porta, e poche parole di concerto bastarono per il piano infernale d'attacco. Ida aveva avuto la precauzione di spingere il letto alle due pareti dell'angolo per poter ricevere il nemico di fronte, ma l'astuto prete, accorgendosi dell'inconveniente, ajutato dalla megera allontanò la parte posteriore del letto, dimodochè l'assalto poteva darsi di fronte e da tergo.

Non era la prima scena di questo genere che accadeva al Gesuita—oggi più rare, ma che dovevano essere infinite al tempo della maggior potenza di questa peste del genere umano, quando giunto un frate alla porta d'una casa vi lasciava le pantofole, e con ciò faceva sacra la casa da lui frequentata, e poteva sedurre o violare a suo piacimento la moglie o la figlia del padron di casa, obbligato anch'esso di fermarsi sul limitare. Oppure quando invaghito d'una bellezza, fanciulla generalmente (perchè il chercuto di quei tempi voleva roba verde), egli la faceva consapevole delle sue voglie, e se resistivagli, l'accusava all'Inquisizione come eretica, ed era bruciata.

Oh! io raccapriccio, e dico sovente tra me: Come! come si può lasciar passeggiare un prete, e vivere nel consorzio umano!—Eppure noi vediamo oggi ancora, il nostro popolo genuflesso a' piedi di quei cannibali, ed il più dispregevole de' governi, umiliato davanti al despota di Roma e pascerlo d'oro italiano, per comprare mercenari, birri e carnefici.

Neppure questa scena d'infamia noi narreremo! La donna—certamente la più perfetta delle creature,—caduta nello stato d'abrutimento in cui si trovava la complice del Gesuita, è tuttociò che si possa incontrare di più degradato. Essa come il verme, si pasce nel letamajo della corruzione, vi tripudia e vi trionfa quando può accrescere d'una infelice il novero delle sue prostitute. Oh se vi fosse al mondo un governo che si occupasse di morale!… Ma che! I governi hanno altre cure, per la loro conservazione in un'esistenza da sibariti edificata sulle miserie dei popoli.

Ad onta della sua risoluzione di morire, Ida non morì, e dopo d'aver lottato quanto essa umanamente poteva, ed aver tentato di suicidarsi quando la difesa divenne impossibile essa finalmente cadeva esausta tra le braccia della venduta Susanna, e quasi allo stesso tempo era stretta dagli osceni abbracciamenti del Gesuita.

Giunti a questo stadio, e mentre il Satiro di Roma disponevasi all'atto nefando, la porta della stanza spalancossi, e chi comparì per il primo agli occhi del prete spaventato fu la bella, maestosa e terribile figura di Zambianchi.

Zambianchi di Bologna era uno di quei tipi d'uomo, formati per imporre rispetto. Alto di statura e tarchiato, ogni sua sembianza, ogni suo moto avea l'impronta della forza, ed egli era veramente d'una robustezza straordinaria.

Di carattere serio e taciturno, l'autorità sua era aumentata da foltissima barba nera, che ne copriva il volto sino al limitare degli occhi. Implacabile odiatore di preti era anche crudele, quando poteva saziare la sua brama di vendette contro quei ministri di Satana, come egli li chiamava. Infine egli si poteva considerare il simbolo della coscienza nazionale verso la setta pervertitrice.