Affettuosissimo e buono verso i suoi amici, egli come tutti gli uomini, era un composto di bene e di male;—onestissimo poi, ed incapace di eccessi, fuorchè contro i preti ch'egli odiava con tutta la forza dell'anima sua. Infine la maschia ed imponente forma del bolognese si affacciò come la befana agli occhi dell'indecentissimo Gesuita, e—quasi colpito dal fulmine,—le sue braccia, che come tanaglia stringevano Ida, caddero in uno stato apoplettico, ed il codardo con un senso immenso di paura s'accovacciò davanti alla fatale apparizione. Un'aura di miracolosa liberazione rinfrancò l'anima della bella fanciulla, ed una seconda apparizione, comparsa dietro il colosso bolognese, completò la metamorfosi dalla morte alla vita. Un grido di stupore e di gioja, un precipitarsi nelle braccia l'uno dell'altro fu in un momento, e per un momento quasi si dimenticò l'orrore del principio di quella scena di delitto!

Cantoni era la seconda apparizione, e lascio figurare la sorpresa a la gioja della povera Ida nel passare dal diabolico strettojo del prete nella braccia dell'uomo del suo cuore.

CAPITOLO XXII.

LA CATASTROFE.

Io la vorrei deserta (Italia)
I suoi palagi infranti,
Ed io dell'Alpi all'erta
Le sue città fumanti
Scorgere, e con sardonico
Sorriso contemplar,
Pria che vederla trepida
Sotto il baston di un Vandalo.
(Autore conosciuto.)

Leonida, pria delle 10 di quella sera tutto avea preparato per mandare in frantumi San Leo, l'ergastolo scelto dall'Inquisizione per le sue nequizie. Egli coll'ajuto di Cantoni e di Cecilia, che lo provvide delle chiavi, schiuse le carceri ai detenuti che riuniti ai suoi Volontari, ebbero presto buon mercato di quanti birri albergavano in fortezza, e legatili colle mani dietro, li fece condurre sotto guardia fuori del recinto delle mura.

Un sergente d'artiglieria, che per essere un patriota provato fu messo nel segreto della congiura, dopo d'aver sparso nella Santa Barbara alcuni barili di polvere, internò nella stessa un lanciafuoco¹, lo concatenò con altri bastanti a raggiungere una stanza contigua, e dopo d'averne calcolato la durata sino all'esplosione, ne diede avviso all'ufficiale, e si tenne in seguito pronto a dar fuoco.

¹ Lanciafuoco tubo circa 20 pollici lungo, formato di materie incendiarie, che serve di miccia per dar fuoco ai cannoni, e che, acceso, meglio della miccia mantiene la fiamma.

Ai due marinari, che si trovavano tra i detenuti politici, Leonida avea dato l'incarico di spargere nelle gallerie e sotto alle scalinate di legno quanti stracci potevano raccogliere intrisi nell'acquavita, spiriti, ecc.

A Zambianchi e Cantoni, egli avea raccomandato il comandante Volpone, e noi abbiam già veduto come miracolosamente essi capitarono, dopo d'aver cercato invano il mercenario nella stanza d'Ida, che salvarono dal vituperio e dalla morte. A Cantoni sembrava un sogno di avere contribuito alla di lei salvezza.