"I nuovi rinforzi arrivati, gridano: che l'onore della bandiera è stato macchiato e che bisogna lavarlo".

L'onore della bandiera! ciò mi ricorda la velleità di certa nostra vicina Repubblica, che dopo aver violato infamemente il nostro territorio, impadronitasi per inganno del principale nostro porto di mare, attaccata proditoriamente la nostra capitale e ricevute delle meravigliose botte, gridava: al tradimento! ed al macchiato onore della bandiera!

"Infine,—ripigliava Silvio—: quel tramestio mi ha facilitato il poter indagare innosservato ogni cosa e il potermela svignare verso di voi. Soltanto, aggiungeva, mi è successo un episodio curioso e che ben poteva impedire la mia venuta. Mentre passavo davanti all'Albergo della Luna, da una carrozza scendevano alcuni ufficiali nuovamente arrivati da Roma ed in tanta confusione non trovando domestici per portare il loro bagaglio uno di loro venne a me e gridandomi: coquin! e non so che altro mi prese per il petto e voleva trascinarmi verso la vettura.

Per fortuna, io avevo fatto un segno a Camilla di precedermi. Il primo pensiero, fu quello di metter mano al pugnale. Ma mi trattenni e, strappando la sua mano dal mio petto, gli aggiustai sul muso tale un pugno che andò a ruzzolare tra le ruote del veicolo senza più articolar parola. Come ben capite, io non rimasi a raccogliere gli allori della vittoria e con quel passo che ben conoscete raggiunsi la mia compagna e senza voltarmi indietro presi la via della selva".

L'ilarità dell'uditorio e qualche "bravo, Silvio!" fecero eco al racconto del cacciatore, che riprese ancora dicendo:

"Badate che non dobbiamo rimaner qui con troppa sicurezza, giacché non dubito che domani al più tardi avremo sulle braccia la intiera masnada degli stranieri".

"Qui in questa selva—disse Orazio—noi terremo testa all'intero esercito del Papa. Qui gli antichi Etruschi dopo essere stati disfatti in battaglia campale dai Romani nella pianura, fecero fronte per molto tempo ancora alle legioni vittoriose.

Non pensano certo gli assalitori,—egli soggiunse—: che non siamo più in pochi, e che abbiamo giù le nostre donne da proteggere!".

"Ehi!? che donne da proteggere?—esclamò Irene con ironia—avete scordato presto, signor Rodomonte che queste stesse donne oggi hanno protetto voi!".

E lì uno scoppio di risa ed un affettuoso bacio sulla mano della sua cara dal coraggioso sovrano della foresta.