A mezzogiorno un messo da Roma annunziava: il moto della sera avanti essere rimasto dubbio e attendersi notizie ed ordini sul da fare.

Il messo fu rinviato per sollecitare l'azione interna e annunziare la presenza dei settanta pronti a correre in aiuto. Ma nessuna risposta venne ed alle cinque p. m. scoperti da due compagnie di papalini ed attaccati i settanta si prepararono a vincere o morire.

Il valoroso Giovanni Cairoli, che alla testa di ventiquattro dei nostri faceva da vanguardia, in una casa rustica della villa, fu il primo ad essere attaccato e ad onta della superiorità de' nemici, sostenne senza piegare l'urto dei papalini. Ma, temendo che il numero finisse col soverchiare quel pugno di valorosi, il fratello suo Enrico caricò alla riscossa in aiuto dei venticinque e fece piegare co' suoi risoluti compagni i mercenari imbaldanziti che respinti dai coraggiosi italiani si diedero alla fuga. Ma altre forze nemiche, numerose e fresche accorsero a sostenere e raccogliere i fuggenti pigliando posizione dietro le alture del monte S. Giuliano, donde spaventosamente facevan fuoco colle loro armi superiori.

I Cairoli, coi loro intrepidi compagni, per l'inferiorità delle armi, avendone molte che non facevano fuoco, ebbero ricorso alle baionette e fecero una di quelle cariche che decidono sempre della sorte di un combattimento.

I mercenari volsero le spalle e lasciarono sul campo buon numero di morti e parecchi feriti, ma i valorosi soldati della libertà perdettero il loro eroico capo, il di lui fratello, ed ebbero non pochi gravemente feriti.

La notte mise fine a quella pugna di giganti!

CAPITOLO LXX

CUCCHI E COMPAGNI

E dentro Roma che faceva Cucchi con tutti i patrioti Romani e delle provincie consacrati alla liberazione della città od alla morte?

Cucchi, da Bergamo, una delle più squisite individualità che la rivoluzione abbia dato all'Italia, bello, giovine, ricchissimo e d'una delle prime famiglie di Lombardia, Guerzoni, Bossi, Adamoli e tanti altri, tutti disprezzando le torture dell'inquisizione e mille altri pericoli dirigevano l'insurrezione romana sotto il comando dell'arditissimo bergamasco.