Il povero Siccio, per l'amore che portava al bambino ed alla casa, fu il primo congedato quando la caterva dei paolotti penetrò nel Santuario domestico per impadronirsi d'ogni cosa.
"E il ragazzo?" dimandava Suor Flavia ad Ignazio.
"Il ragazzo—rispondeva costui.—Non abbiamo noi l'orfanotrofio? Egli là sarà al sicuro dagli sviamenti di questo secolo perverso e dall'eretiche dottrine che oggi dominano il mondo. Poi là noi lo terremo sempre d'occhio, Suora!". E lì nuovo ricambio d'uno di quegli sguardi, cui si preferirebbe una pugnalata.
Fu ventura per Muzio che la ricchezza della preda avesse abbarbagliato i ladri a tal che, dopo quella conversazione del prete colla strega sul conto suo, non ne fecero più caso ed egli rimase in un canto dimenticato come uno straccio, piangendo dalla fame e dal freddo.
Siccio, l'onesto Siccio, non lo dimenticò. Pratico della casa profittò della confusione dei depredatori, e col pretesto di andare per la roba sua menò seco Muzio in una stanza recondita di Roma ove egli aveva preso dimora.
Gioverà sapere che il padre di Muzio era stato antiquario, e che nelle sue peregrinazioni fra i monumenti e le ruine aveva l'abitudine di condur seco Siccio.
Egli dunque nelle escursioni col suo padrone erasi fatto pratico alquanto delie meraviglie di Roma e ciò gli valse per professare il ciceronismo nel presente suo stato di bisogno poiché, col carico del giovine, egli non avrebbe potuto più oltre stare a padrone.
Come cicerone(17) egli poteva vivere miseramente sì, ma indipendente ed il profitto della sua industria serviva al mantenimento proprio e del suo protetto ch'egli amava ogni giorno di più vedendolo crescere vispo, robusto e bello come un Adone. Egli non tornava mai a casa senza portare al suo caro qualche cosa che sapeva gradirgli, e certo egli si sarebbe privato del bisognevole, piuttosto che lasciarne mancante il suo giovane amico.
(17) Ciceroni si chiamano in Roma coloro che conducono gli stranieri a visitare i monumenti, l'opere dell'arte e le ruine e ne fanno spiegazioni più o men bene.
Così durò vari anni, ma Siccio diventava vecchio, alcuni malanni dell'età lo impedivano sovente di recarsi alle consuete occupazioni, e pur troppo, dal ciceronismo alla mendicità v'è un passo solo. Accattare era doloroso per l'anima onesta di Siccio, ma bisognava pur mangiare e bisognava mantenere il suo protetto.