I cittadini che possedevan grandi ricchezze procuravano d'allontanarsi da Roma. Alcuni cercavan rifuggire in paesi stranieri, altri in siti reconditi ove non vi fosse probabilità di venire molestati. Tra questi ultimi un discendente di Lucullo sotto il regno di Nerone era andato a stabilirsi nel luogo ove all'estremità della foresta i nostri viaggiatori avevano scorto un antico monumento. Colà egli si credette di trovarsi al sicuro dalle carezze di quel pezzo di galantuomo ch'era l'incendiario di Roma(42).
(42) Nerone un giorno fece mettere fuoco a Roma per godere lo spettacolo dell'incendio dall'alto del suo Belvedere.
Il sito adunque ove Marco Lucullo edificò il suo castello era lo stesso in cui noi lasciammo la nostra Clelia coi compagni e forse alcuna fra le quercìe che ne adornavano il parco ricordavasi del figlio di quel vincitore dell'Asia(43).
(43) Lucullo fu uno dei generali romani che maggiori conquiste ebbe a fare nell'Asia.
L'architettura del castello era superba e superbamente conservata. Le facciate esterne dell'edificio erano ricoperte d'edera ingigantita dai secoli, ma, l'interno ripulito accuratamente dai moderni abitatori, se non presentava tutti gli agi che si possono aspettare in una casa moderna, offriva buon numero di sale e stanze ben conservate e spaziosissime.
Privo d'abitatori per molto tempo, oltre all'edera che lo tappezzava, il castello era pure nascosto dalle piante gigantesche che lo circondavano, e questa circostanza lo rendeva acconcio ai bisogni d'Orazio e dei suoi compagni di proscrizione. Di più, come tutte le abitazioni edificate in quei tempi di sospetto, il castello aveva i suoi sotterranei in cui non solo era agevole il nascondersi, ma a traverso i quali si poteva percorrere immenso tratto di paese nel seno della terra.
Chi avesse chiesto qualche cosa ai pochi pastori il cui gregge pascolava nei dintorni della foresta avrebbe udito rispondersi, che nel centro di quella v'era un castello abitato dagli spiriti cui nessuno aveva mai potuto avvicinarsi perché de' più coraggiosi che lo tentarono non se n'ebbe mai più notizia.
Raccontavano ancora, che una figlia del ricco principe I…, che con la famiglia s'era trovata ai bagni marini di Porto d'Anzo, essendosi avvicinata colle sue damigelle all'orlo del bosco, era stata, a' loro occhi veggenti, portata per aria dagli spiriti e più nulla se ne era saputo ad onta delle minute indagini fatte praticare dal padre in tutti gli angoli della foresta.
Ecco, in quel paese di meraviglie capitò la comitiva condotta da
Orazio.