Uscito dalle torture dell'inquisizione che avea sostenute con uno stoicismo degno de' tempi antichi avea giurato di vendicarsi alla prima occasione e non l'avea perduta. Alla testa de' suoi dragoni, col suo sciabolone alla mano, egli era stato visto caricare nel più folto di un gruppo straniero dove avea fatta strage di mercenarii.
Terminata la zuffa, sapendo quale premio gli serbavano i preti per le sue sciabolate, senza smontare da cavallo si avviò coi compagni fuori di Roma in cerca dei proscritti che lo accolsero fraternamente. Narrò loro i successi della capitale e con grande ilarità di tutti ne fu udito il racconto.
CAPITOLO XL
IL MATRIMONIO
Il più santo dei vincoli che esistano nell'umana famiglia è il matrimonio. Lega per la vita due esseri e li fa felici se veramente meritano d'esserlo.
Dico "se lo meritano" poiché quell'atto solenne deve essere contratto coll'intendimento reciproco di rendersi felici, e base dell'unione deve essere il vero amore, l'amore celeste!(52)
(52) Amore celeste; vero amore dell'anima. Gli antichi lo distinguevano dal sensuale.
A questa base, a questo amore, un calcolo mercantile è macchia, il sentimento materiale lo riduce al termine di pretta brutalità.
L'amoreggiamento che precede il matrimonio ha già aggentilito gli amanti, poiché essi vogliono piacersi reciprocamente e lo devono, altrimenti c'è il pericolo di rifiuto.
Il sentimento d'essere felici fa poi migliori i coniugi. L'amore che portano alla prole li ingentilisce e li rende umani verso gli altri, colla speranza che i loro figli godano il ricambio della gentilezza altrui.