Egli ha passato la sua vita colla speranza di vedere nobilitata la plebe e ne ha propugnato dovunque i diritti e sempre. Ma con rammarico confessa pure che egli è rimasto in parte deluso poiché il plebeo innalzato dalla fortuna a più alto stato, ha patteggiato col dispotismo ed è diventato peggiore forse del patrizio.

Per questo non dispera del miglioramento umano; si duole soltanto di vederlo progredire lentamente.

Per lui, i peggiori nemici della libertà dei popoli, sono i dottrinari democratici o repubblicani, che hanno predicato e predicano le rivoluzioni per mestiere e per avanzamento proprio e ritiene sian stati loro che hanno rovinato tutte le Repubbliche, non solo, ma screditato il sistema e il nome repubblicano. Cita ad esempio le grandi e gloriose Repubbliche Francesi, quella dell'ottantanove particolarmente, la cui memoria s'adopera dal despotismo come spauracchio contro coloro che predicano la bontà e l'eccellenza di una tal forma di reggimento.

Quanto a lui, crede che Repubblica sia: "il governo della gente onesta" e lo prova: accennando alla caduta delle Repubbliche quando i cittadini sprofondandosi nel vizio, hanno cessato di esser virtuosi. Non crede però alla durata del governo Repubblicano composto da cinquecento individui.

Egli è d'avviso che la libertà d'un popolo consista nella facoltà di eleggersi il proprio governo. Questo governo, secondo lui, dev'essere dittatoriale, cioè d'un uomo solo. A questa istituzione dovette la propria grandezza il più grande dei popoli della terra.

Sventura però a chi in luogo di un Cincinnato elegge un Cesare!

Vuole poi limitata a tempo determinato la Dittatura, e solo in caso straordinario, come quello di Lincoln nell'ultima guerra degli Stati Uniti, consentirebbe la proroga. In nessun caso accorderebbe ereditario il potere.

Egli però non è esclusivo: pensa che il sistema del Governo veramente voluto dalla maggioranza della Nazione, qualunque esso sia, equivalga alla Repubblica, come avviene, per esempio, del Governo Inglese.

Giudica il sistema presente Europeo un bordello e i Governi tutti colpevoli dello scandalo perché tutti, anzi che cercare la prosperità dei popoli non fanno altro che assicurarsi nella loro posizione di despotismo mascherato od aperto. Di qua gl'immensi eserciti stanziali di truppe, d'impiegati e di birri che divorano la produzione del paese senza faticare, con rinascente appetito e senza produrre altro che corruzione.

E la parte più improduttiva e prava della Nazione non si contenta di consumar per uno co' suoi vizi, le sue lussurie ed il suo sfarzo, ciascuno vuol consumare per cinquanta.