Una matrona di quel popolo si teneva maggiore d’una regina, ed avrebbe avuto per disdoro lo esser chiamata tale!
E quel popolo oggi si strugge, si calpesta, muore soffocato per contemplare il grande spettacolo, la solenne conversione, ed infine per ottenere la santa apostolica benedizione dal padre degl’impostori e dei cretini!
Libertà, giustizia, leggi! Io mi copro il volto dalla vergogna di appartenere a questa razza di micchetti che gridano libertà colla museruola alla bocca, o colla cuffia del silenzio sul cranio.—Povera Marzia! dopo la solenne, buffona, infame cerimonia della conversione, il suo carnefice che l’avea vituperata bambina, la fece ricondurre nel convento di S. Francesco da quelle stesse monache, da cui aveva avuto la fortuna di fuggire, e che per vendetta non solo la custodiranno gelosamente, ma gelose della squisita di lei bellezza, la martorieranno con tutta la raffinatezza di cui sono capaci coteste megere che mai conobbero l’amore di madre, o se lo conobbero, lo seppellirono nell’ossario, ove dormono ammonticchiate e confuse le vittime della lussuria e della libidine pretina!
Povera Marzia! La sveglia guerriera di Montevideo non ti desterà più per respirare le deliziose e balsamiche aure dell’aurora, per fiutare il marziale clangore dei campi di battaglia, ove armata del tuo moschetto, svelta come la gazzella dei campi Argentini[41] tu colpivi col calcio, sdegnando il ferro, le curvate spalle dei servi della tirannide.
NOTE:
[41] Di Buenos-Ayres.