Essa smaniava, delirava, temeva di non più incontrarlo, ed avrebbe voluto precipitarsi dal letto nella sua impazienza malgrado le ammonizioni di coloro che la custodivano.

Solo un sentimento di ribrezzo, più forte di ogni altro, che quasi superava il primo, la tratteneva, la disperava, le faceva nascondere il volto tra le coltri per non esser degno di luce. Essa!... era stata l’ancella d’un nemico del genere umano! E tali sembravano a lei oggi i settari del Sanfedismo!

NOTE:

[42] Ricordi il lettore che per Infinito io intendo lo spazio, lo universo, Dio, ecc.—Accenno, ma non insegno.


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CAPITOLO XL.
IL CONCLAVE DEI RUBATI.

Birri un dì noi vedemmo e genti serve
In quest’afflitta terra; e fatalmente
Di servi e birri noi vediam caterve.

(Autore conosciuto).