Poco dopo, un messo di Muzio avvertì Nullo esser la liberazione compiuta, e tempo di ritirarsi per ponte Rotto.—E n’era tempo: la compagnia dei papalini, spinta avanti dal battaglione di riserva, che giungeva a passo celere dal Campidoglio, s’era schierata a destra e a sinistra del ponte, facendo un fuoco d’inferno.—Per fortuna dei nostri, i fuochi di notte suscitano confusione, e così successe. I Romani per quel motivo, poterono ritirarsi comodamente, e quando i pontificii, facendo uno sforzo guerriero, si accinsero a sormontare l’ostacolo, i nostri eran già lontani.

La ritirata dei trecento per ponte Rotto si eseguì in buon ordine, e prima delle 3 antimeridiane essi eran tutti sulla sponda sinistra del fiume, marciando verso la campagna.

Un incidente, però, fermò un momento la coda della Colonna romana. Mentre la mezza centuria d’Orazio dopo d’aver lasciato sfilare la forza, ponevasi in moto di retroguardia, un grido uscito dal Tevere: «Aiuto! Aiuto!» colpì l’orecchio dei nostri giovani, e temendo fosse uno dei loro, fermaronsi, fecero corda con alcuni cappotti, e ne porsero l’estremità al naufrago.

Tiratolo su in salvo, conobbero i Romani alla favella, esser il salvato uno straniero, ed al chiaro d’un zolfanello, scoprirono vestir egli l’assisa del mercenario.

«Accidenti!» esclamò Orazio «potevate ben lasciarlo affogare quel mostro di pesce-cane—Ora però, egli deve marciare con noi, perchè naturalmente svelerebbe la direzione nostra».—E Merode, era egli stesso, fu consegnato a due militi per presentarlo a Muzio, che lo accoppiò a M. le marquis de Pantantrac, anche questo condotto fuori come ostaggio, in caso che i preti avessero voluto, secondo il loro costume, sacrificar qualche innocente alla lor rabbia, per il felice avvenimento.

I due cattivi fecero di necessità virtù, e contentissimi di non perder la pelle, si posero alacremente in marcia, custoditi da una guardia. Pantantrac, senza parlare, ma Merode, fradicio, col fresco d’una notte di settembre, si faceva sentire, di quando in quando con alcuni «sacré nom de Dieu!» e con non poche battiture di denti. Povero Merode! ravvolgendo le memorie d’infanzia, egli ricordossi con compiacenza della scuola di nuoto fatta nella Schelda, e che tanto gli valse in quella notte, poi finiva le reminiscenze con un «sacré»....... ed alcuni salti per riscaldare il corpo, che non mancavano di seminar l’ilarità tra cotesti brigands d’Italiens.

Poche ore dopo, il Governo pontificio fece perseguire i trecento da pochi dragoni, essendo la maggior parte di quel corpo in campagna con Lamoricière.—E siccome pochi e con poca volontà di osteggiare i concittadini[49], questi poterono liberamente giungere all’Apennino, e seguirne le cime verso Napoli, non trovando a proposito i....... capi di mantenere la rivoluzione in Roma.

NOTE:

[45] Il convento è quello di S. Francesco a Ripagrande, già convento da frati, e trasformato al tempo del nostro racconto.

[46] Nella mia ritirata da Roma nel 49, dovendo alloggiare la gente nei conventi, come siti più forti e convenevoli, i frati tenevano delle sentinelle sui campanili e nascondevano ogni cosa quando ci scorgevano.