L’aveva, finalmente, trovata la sua madre, povera orfana! E probabilmente come l’aveva sognata qualche volta: sì cara, sì bella, sì amante! Il suo cuore ben le diceva prima d’ora, che quell’interessante donna era più d’un’amica! La ritrovava sì, ma senza la consolazione di poter prodigare su quella bocca, che l’aveva beata bambina, cento baci di filiale amore! La ritrovava, ma, forse,... essa ritrovava un cadavere!
«Dio! conservatemi la madre mia!» Tale fervida preghiera essa innalzava in silenzio verso l’Infinito, mentre sentivasi bagnata dalle proprie e dalle lagrime della sua compagna, intenerita dalla situazione dell’amata sua Marzia.
Dopo un copioso sfogo di pianto delle due amiche, Marzia alzò la destra, che non era ferita, segnò verso Virginia e gridò con un ingenuo, infantile, affettuoso senso d’orgoglio: «Là vedi mia madre!»
Lina era stupefatta: non sapeva che decidere: ma indovinò qualche cosa. Avvicinò celeremente il vecchio, e, scuotendolo per il braccio con violenza, gli disse: «narratemi!»
Intanto Muzio e P... non abbandonavano il capezzale delle loro amate; e Nullo, quando ebbe finito le cure d’obbligo verso la brigata, veniva anch’egli a dividere la custodia e le angoscie dei suoi cari.
La contessa deteriorava sempre, ed alcuni segni di delirio cominciavano a manifestarsi. Una sete cocente la tormentava, e già essa più non articolava altro che «acqua!» Le sollevavano la testa per bere, e qualche volta sollevata, lasciavasi ricadere sul cuscino, chiudendo gli occhi con violenta e convulsa rapidità, come volendo sottrarsi alla fissazione d’uno spettro che solo essa scorgeva.
—Sarà delirio, pensavano gli astanti—e compiangevano la bella sofferente.—Non era delirio! e veramente il fantasma del suo tentatore era cagione dello stato convulso, in cui si trovava. Essa, nè volendo, nè potendo esprimersi, lo credeva spettro di lui. E chi aveva conosciuto l’avvenente Monsignor seduttore, certo avrebbe avuto grande difficoltà a riconoscerlo nello stato presente.—Corvo, come già narrammo, colpito nel naso, tra i due occhi, da due ferite, era diventato deforme, dalla gonfiezza e lividezza di quella parte del volto.
Per una di quelle combinazioni che succedono negli accomodamenti di notte, massime in una notte di confusione, come quella in cui i feriti erano giunti a Tora, e forse, anche per l’attrazione che avevano per lui le due donne, erasi trovato posto in un camerino, allato alla maggiore stanza delle ferite, e casualmente, con una porticina di comunicazione di rimpetto al letto di Virginia.
Che il morale dell’individuo sia modificato dalla buona o cattiva fortuna, dall’abbondanza o scarsità dei cibi, e dalla loro qualità, più o meno buona, è cosa provata.
Il soldato inglese, per esempio, ch’io credo uno dei migliori del mondo, ha la fortuna d’appartenere ad una nazione ricca, potentissima, e le di cui tradizioni guerriere non sono certamente seconde a nessuna: quindi benissimo pagato, equipaggiato, nutrito, e con un morale da affrontare il diavolo.