La malattia d'Anzani aggravavasi — I pochi viveri, adeguati alla sua situazione, erano esausti — bisognava aprodare la costa per provvedersene — Giungemmo in Santa Pola — Andato in terra il Capitano Gazzolo, comandante la Speranza — ritornò celeremente a bordo con notizie tali da far impazzire uomini assai meno esaltati di noi.

Palermo, Milano, Venezia, e le cento città sorelle — avevano operato la portentosa rivoluzione — l'esercito Piemontese perseguiva l'Austriaco sbaragliato — e l'Italia tutta rispondeva all'appello all'armi come un sol uomo, e mandava i suoi contingenti di prodi alla guerra Santa —

Lascio pensare all'effetto prodotto su noi tutti — a tali notizie: era un correre sulla tolda della Speranza — abbracciandoci l'uno l'altro — fantasticando — piangendo di gioia!

Anzani balzava in piedi superando l'orrendo suo stato di distruzione — Sacchi, volea ad ogni costo esser tolto dal suo giaciglio — ed esser trasportato su coperta —

Alla vela! Alla vela! era il grido di tutti — e certamente, se non si fosse eseguito subito tal'atto, ne sarebbero risultati dei disordini — In un lampo fu salpata l'ancora — ed era il brigantino alla vela — Il vento sembrava corrispondere al nostro desiderio, all'impazienza nostra — In pochi giorni costeggiammo la Spagna, la Francia, e giungemmo alla vista dell'Italia — della terra promessa! non più proscritti — non più obligati di pugnare per scendere sul lido della patria nostra — E perciò, cambiato il divisamento di approdare in Toscana — Nizza primo porto Italiano[68] fu scelto, e vi sbarcammo verso il 23 di Giugno 1848.

Nelle sventure, per cui avevo passato nelle mia vita tempestosa, io avevo sempre sperato in giorni migliori. Lì, a Nizza v'era un complesso di felicità per me, come a nessun uomo è concesso di pretender maggiore — Troppa felicità veramente! ed ebbi un quasi pressentimento di sciagure non lontane —

Anita mia, ed i miei bimbi, partiti d'America, alcuni mesi prima, erano lì, riuniti alla vecchia mia genitrice ch'io idolatravo, e che non vedevo da quattordici anni —

Parenti cari, e preziosi amici dell'infanzia — io, riabbraciavo giubilanti di vedermi, ed in un'epoca così fortunata!

Quella popolazione di concittadini miei, sì buona sì esaltata dalla sorte sublime, che brillava sull'orizzonte dell'avvenire Italiano — e fiera del poco da me operato nel nuovo mondo!

Oh! certo — era la posizione mia invidiabile! Intenerito... io rammento quelle tante dolci emozioni! Che sì presto..... e sì dolorosamente dovean terminare! —