Non giunti ancora all'entrata del porto — già la cara mia consorte apparivami in una barchetta, tripudiando d'allegrezza — Una popolazione immensa mostravasi da tutte le parti — accorrendo al ricevimento del pugno di prodi, che disprezzando lontananza e pericoli — traversavano l'Oceano, per venir offrire il sangue loro alla patria —
Buoni, e valorosi compagni miei! Quanti di voi, dovean cadere sulla terra natale — coll'amara disperazione di non vederla redenta!
Eran pur belli, di virtù, di bravura, di gloria..... quei giovani miei compagni!..... E se degni della loro missione, lo provarono sui campi delle patrie battaglie!..... Ove le loro ossa biancheggiano, forse insepolte, e senza un sasso che ricordi a codeste nuove generazioni, che fecero indipendenti dallo straniero — tanto valore e tanto sacrificio!
Montaldi, Ramorino, Peralta, Minuto, Carbone — sullo stesso sito ove cadeste, coi vostri fratelli di gloria — il prete ha innalzato un monumento agli sgherri del Bonaparte che fuggirono davanti a voi — e che soverchianti di numero poi, vi sgozzarono sotto le benedizioni dei traditori d'Italia!
In Nizza dovevansi attendere alcune formalità di quarantina ecc. ma tutto fu ovviato dalla voce del popolo, coscienzioso allora della propria onnipotenza — E per farsi un'idea dello stato, in cui si trovavano le nostre finanze — basta dire: che non potemmo pagare il pratico — un tal Cevasco — che ci pilotò nel porto —
Ormeggiato il brigantino — provvisto allo sbarco d'Anzani, e di Sacchi — scese tutta la gente nostra anelante di passeggiare sulla terra Italiana —
Io corsi ad abbracciare i miei bimbi — e colei, ch'io avevo afflitto tanto, coll'avventurosa mia vita — Povera madre! La più calda delle mie brame fu certamente quella d'abbellire, e consolare i vostri ultimi giorni — La più calda delle vostre — era, naturalmente di vedermi tranquillo accanto a voi — Ma come, si può sperare in un periodo di quiete — e goder del bene di consolarvi nella cadente, e dolorosa vecchiaja, in questa terra di preti e di ladri!
Fu festa continua, i pochi giorni passati a Nizza — ma si combatteva sul Mincio — e l'ozio era per noi delitto quando i fratelli nostri pugnavano contro lo straniero —
Partimmo per Genova — ove, non men desioso di farci amorevole accoglienza, era quel bravo popolo — Un vapore spedito di là, doveva accelerare il nostro arrivo — Non trovandoci a Nizza, detto vapore, ci cercò invano sulle coste della Liguria — Noi erimo stati spinti verso la Corsica, dalle correnti, e piccoli venti contrari.
Giunsimo infine, e con noi alcuni giovani Nizzesi, che avean voluto accompagnarci, coll'entusiasmo proprio della loro età — e della fiamma di vita che bruciava allora tutte le animose popolazioni della penisola —