Intanto dalle dominanti alture di Roma, scoprivasi l'esercito nemico che si avvicinava con precauzioni e lentamente — Seguiva la via che viene da Civitavecchia a Porta Cavalleggieri — marciando in collonna — Giunto a tiro di cannoni, stabilì alcuni pezzi di artiglieria in punti dominanti — e spiegò alcuni corpi che marciarono risolutamente all'assa[l]to delle mura —
Era veramente disprezzante il modo d'attaccare del generale nemico: don Quisciotte all'assalto dei molini a vento — Egli attaccò non in altra guisa — che se non vi fossero stati baluardi — o se questi fossero stati guerniti con bimbi — Veramente per sbaragliare quattro brigands d'Italiens — il generale Oudinot virgulto d'un maresciallo del primo impero — non avea creduto necessario: procurarsi una carta di Roma. Egli però, s'accorse ben presto ch'erano uomini che difendevano la loro città contro mercenari — che avevano il solo nome di Republicani — e cotesti prodi figli d'Italia, dopo d'aver lasciato, con molta calma, avvicinar il nemico — lo fulminarono con fuoco di moschetti, di cannoni — e ne distesero non pochi, di coloro che più s'erano avanzati —
Dall'alto dei Quattro venti, io avevo osservato l'attacco del nemico — ed il bel ricevimento fatto dai nostri di porta Cavalleggieri — e dalle mura attigue — Un attacco sul fianco destro nemico, mi sembrò cosa da non disprezzarsi — e vi spinsi due compagnie che lo posero in molta confusione — Sopraffatte però da un numero assai superiore di nemici — esse furono obligate di ripiegarsi sulle posizioni di sostegno — cioè dei casini esterni di quella parte di Roma —
In quel primo incontro, ebbimo a deplorare la perdita del prode Capitano Montaldi —
Chi ha conosciuto Goffredo Mameli, ed il Capitano De Cristoforis — si farà un'idea di Montaldi — Lo stesso fisico, e l'anima stessa — Montaldi assisteva ad un combattimento, comandando i suoi militi — collo stesso sangue freddo che al campo di manovra — od in una conversazione, con un crocchio di amici —
Egli non avea forse, tanta istruzione — quanto i due prodi campioni della libertà Italiana summentovati — ma la stessa intrepidezza, lo stesso valore — e lo stesso genio — Che stoffa da generale! Di cui l'Italia conserva sempre la stampa — ed a cui essa deve affidare i suoi figli — nel giorno del giudizio di alcuni prepotenti — o del lavacro d'alcun oltraggio.
Egli fece parte della legione Italiana di Montevideo — dal principio della sua formazione — essendo giovanissimo allora — ma partecipò ad innumerevoli combattimenti, colla consueta bravura — e fu dei primi ad iscriversi tra coloro che da Montevideo — varcavano l'Oceano per venir a servire la causa patria — Genova può con orgoglio incidere il nome di Montaldi, accanto a quello del suo vate guerriero: Mameli —
I Francesi giunti sotto le nostre posizioni dei Casini — furono ricevuti dai fuochi incrociati dei nostri posti — e si fermarono coprendosi dietro le accidentalità del terreno — e dietro ai muri delle numerose ville dei dintorni — e di là sparando a tutta possa —
In tale stato durò alquanto il combattimento; ma giunti, a noi rinforzi da dentro, si caricò il nemico con vigore, che perdette mano mano terreno — sinchè volto in precipitosa ritirata — Il cannone dalle mura ed una sortita dei nostri da porta Cavalleggieri, complottarono la vittoria — Il nemico lasciò alquanti morti — e varie centinaja di prigionieri — ritirandosi sconquassato, e senza fermarsi sino a Castel Guido —
Al prode generale Avezzana, che avea organizzata la difesa si deve il principale onore della giornata — Egli instancabile mostravasi durante la pugna — ovunque più ferveva — ed animava colla voce, e colla maschia sua presenza, i nostri giovani militi —