GARIBALDI NEL 1849.
Partiti da Roma per porsi alle spalle dell'esercito Napoletano — seguimmo la via di Zaccarolo a Monte Fortino — Io ero destinato dal generale Roselli, al comando del corpo di battaglia — ma trovandosi di vanguardia il collonnello Marrocchetti, colla legione Italiana — a me specialmente attacata, sin dal principio della sua formazione — e composta per la maggior parte de' miei vecchi fratelli d'armi — e marciai quindi colla vanguardia — raccogliendo, dagli abitanti, notizie del nemico, che facevo pervenire al quartier generale principale —
Dalle notizie raccolte con cura, io potei dedurre: esser il nemico in via di ritirata, e non m'ingannai — Giunto colla vanguardia sulle alture che dominano Vellettri verso Monte Fortino, feci fare alto, e riconoscendo il terreno — feci spiegare la legione a destra e sinistra della strada che conduceva a Vellettri — Il terzo reggimento di linea appartenente anche alla vanguardia — rimase parte in collonna di riserva sulla strada, ed alcune compagnie scaglionate destra e sinistra nelle vigne laterali che dominavano la stessa strada incassata — Due pezzi d'artiglieria furon collocati in dietro del terzo reggimento, su d'una posizione dominante — e che infilava la strada — La cavalleria di Masina, parte in avanti come esploratori, e parte in riserva —
Il nemico avea fatto marciare verso Napoli, per la via Appia, i bagagli, e la grossa artiglieria — ma avendo ancora la maggior parte delle sue forze in Vellettri — e informato del piccolo numero delle nostre che le stavano a fronte — volle almeno tentare una riconoscenza — Fece avanzare quindi una collonna sulla strada, alla nostra direzione, sostenuta e coadjuvata da forti linee di tiratori sui fianchi nelle vigne — ed attaccò i nostri avamposti — che spinse con molta furia, e rovesciò sul grosso nostro —
Una vanguardia della sua cavalleria, aveva caricato, per la strada, i pochi cavalieri nostri che si trovavano sulla stessa in esploratori — e per sostenerli io feci caricare i cavalieri nemici dalla piccola nostra riserva di cavalleria — che bravamente li rispinsero — Ma giunta questa sul ciglione della collina, nella stessa strada, s'incontrò colla testa di collonna principale, che spuntava marciando contro di noi; e naturalmente retrocesse ricaricata dai cavalieri Borbonici — Siccome i nostri cavalli eran per la maggior parte giovani, e non aguerriti essi vennero in dietro in tutta furia; ciocchè sembrandomi poco decente, in presenza di tanti amici e nemici — io commisi l'imprudenza d'attraversar il mio cavallo per frenar la carriera dei nostri — e così fecero alcuni ajutanti miei ed il mio prode nero assistente Andrea Aguiar —
In un momento nel sito da me occupato — si vide un mucchio d'uomini e cavalli rovesciati — Incapaci di frenare i loro cavalli, i cavalieri nostri — diedero con tanta furia su di noi, che ci rovesciarono, e caddero loro stessi, formando così un monticino informe in quella strada incassata — ove sarebbe stato impossibile ad un solo fante di transitare — tanto era ingombra —
I cavalieri nemici giunsero a sciabolarci — e fummo salvati dalla confusione in cui ci trovavamo — Subito dopo poi, i legionari nostri schierati nelle vigne destra e sinistra della strada — alla voce dei loro ufficiali — caricarono energicamente il nemico, lo respinsero, e ci tolsero da quel desolante impiccio — Una compagnia di ragazzi che avevo alla mia destra — vedendomi caduto, si scagliarono sui nemici da furibondi — Io credo: dovetti, principalmente, la mia salvezza a quei valorosi giovani — poichè, essendomi passati, cavalieri e cavalli sul corpo, io n'ero rimasto contuso al punto di non potermi movere —
Rialzato finalmente con molta fatica, io mi tastavo le membra per sentire, se ve n'era alcuno rotto —