Poche compagnie, trovavansi fuori porta S. Pancrazio, e porta Cavalleggeri — come posti avanzati, essendo il nemico da quella parte verso Castel Guido e Civitavecchia — Io ero tornato da Vellettri — e lo confesso: addolorato per l'andamento rovinoso della causa del mio povero paese — La legione occupava S. Silvestro e non si pensava che a lasciar riposare i militi, dalle fatiche della campagna —
Oudinot che avea fatto l'intimazione per il 4 Giugno — trovò meglio di attaccare per sorpresa nella notte del 2 al 3 — Le ore antimeridiane di quella notte — ci svegliarono al suono di fucilate e cannonate verso porta S. Pancrazio — Si battè l'allarme, e benchè molto stanchi — i legionari furono in un momento sotto le armi — ed in marcia verso il rumore del combattimento — I nostri che guarnivano i posti esterni, erano stati vigliacamente sorpresi, massacrati o prigionieri; ed il nemico era già padrone, delle dominanti posizioni dei Quattro venti ed altre — quando noi giunsimo a Porta S. Pancrazio —
Senza indugio — sperando: non fosse ancora fortemente occupato — io feci attaccare il casino dei Quattro venti — Là sentivo esser la salvezza — se nostro — o la perdita di Roma, se rimaneva in potere del nemico — e fu attaccato quel punto — non con bravura — ma con eroïsmo, dalla prima legione Italiana al principio — dai bersaglieri di Manara poi — e finalmente da vari altri corpi, successivamente, e sempre sostenuti dalle artiglierie delle mura — sino a notte chiusa —
Il nemico conoscendo l'importanza della posizione suddetta — l'avea occupato con forte nerbo delle migliori sue truppe — ed invano noi tentammo con molti assalti de' nostri migliori per impadronirsene —
Gl'Italiani condotti dal valoroso Masina — entrarono nello stesso Casino, e vi combatterono corpo a corpo coi Francesi — facendo piegare a molte riprese gli aguerriti soldati d'Africa — Vi s'impegnò una mischia tremenda — ma la superiorità numerica del nemico, era troppo forte — e forze imponenti fresche alternandosi successivamente, facevano inutili gli eroici sforzi dei nostri —
Mandai in sostegno della legione Italiana il corpo di Manara, compagno nostro di gloria in tutte le pugne — poco numeroso, ma valorosissimo, ed il meglio organizzato e disciplinato di Roma — La lotta durò un pezzo nella posizione — ma finalmente soprafatti dal numero, sempre crescente — i nostri furono obligati alla ritirata —
Quel combattimento del 3 Giugno 1849 — uno de' più gloriosi per le armi Italiane, durò dall'aurora alle ore prime della notte — Vari furono i tentativi per riprendere il casino dei Quattro venti — e micidiali tutti — Nella sera al bujo, io feci tentare l'assalto da alcune compagnie fresche del Reggimento Unione, sostenute da altre — Esse, con molta intrepidezza giunsero al casino — e v'impegnarono zuffa terribile — ma troppa era la calca del nemico — e quei prodi dopo d'aver perduto il loro comandante — e gran parte della gente, furon pure obligati di retrocedere — Masina, Daverio, Peralta, Mameli, Dandolo, Ramorino, Morosini, Panizzi, Davide, Melara, Minuto! che nomi!..... e tanti altri eroi che non ricordo — furon le vittime dei preti, e dei soldati d'una Republica fratricida — ¿Roma libera dalla negromanzia e dai ladri — lo erigerà un monumento a cotesti superbi figli d'Italia sui frantumi del mausoleo eretto dai preti allo straniero depredatore ed assassino?
La prima legione Italiana che contava apena mille uomini, perdette ventitrè ufficiali — quasi tutti morti — Molti il corpo di Manara, ed il reggimento Unione — che avevano combattutto con pari valore — senza contare ufficiali d'altri corpi ch'io non ricordo —
Il 3 giugno decise della sorte di Roma — I migliori ufficiali, e sott'ufficiali eran morti o feriti — Il nemico era rimasto padrone della chiave di tutte le posizioni dominanti — e fortissimo com'era di numero e d'artiglierie — vi si stabilì solidamente — siccome nei punti forti laterali, ottenuti per sorpresa e tradimento — e cominciò i suoi lavori regolari d'assedio — come se avesse avuto da fare con una piazza forte di prim'ordine — Ciocchè prova: aver egli incontrato degli Italiani che si battevano —
Passerò sopra i lavori d'assedio, parallelle, batterie di breccia — bombardamento co' mortaj, ecc. — Tuttociò, lo credo assai minuziosamente raccontato da molti e non potrei io farlo con molta esatezza, mancando in questo momento di dati, e documenti, che potrebbero servirmi a tale narrazione —