Intanto si aspettava l'ingresso dei Francesi, per consegnar loro le armi — che dovevano servire a prolongar un doloroso, e vergognoso periodo di servaggio — Io contando su d'un pugno di compagni — pensai di non sottomettermi, prender la campagna — e tentare ancora la sorte —
Il Sig. Cass Ambasciatore Americano (2 Luglio 1849) conoscendo lo stato delle cose — mi fece dire: che desiderava parlarmi — Io fui da lui che trovai in istrada — Egli, gentilmente mi disse: esservi una corvetta Americana in Civitavecchia a mia disposizione, se desideravo imbarcarmi con quei compagni che potevano esser compromessi —
Io risposi a lui: ringraziare il generoso rappresentante della grande Republica — ma esser disposto di sortire da Roma, con coloro che volevano seguirmi — e tentare ancora la sorte del mio paese ch'io non credevo disperata — Mi avviai in seguito verso piazza S. Giovanni, per ragiungere la mia gente, cui avevo dato ordine di marciare a quella direzione, e prepararsi alla sortita —
Giunto su quella piazza trovai la maggior parte dei miei, ed il resto veniva arrivando — Molti individui di differenti corpi, indovinando il divisamento nostro, ed altri avvertiti, giungevano pure a riunirsi — per non sottomettersi all'umiliazione di depor le armi a' piedi dei soldati di Bonaparte, guidati dai preti —
2º periodo.
CAPITOLO IX. Ritirata.
La mia buona Anita, ad onta delle mie raccomandazioni per farla rimanere — avea deciso d'accompagnarmi —
L'osservazione ch'io avrei da affrontare una vita tremenda di disagi, di privazioni, e di pericoli — frammezzo a tanti nemici — era piutosto di stimolo alla coraggiosa donna — ed invano osservare ad essa, il trovarsi in istato di gravidanza —
Essa giunse in una prima casa, e pregò una donna di reciderli i capelli, si vestì da uomo, e montò a cavallo —
Dopo d'aver investigato dall'alto delle mura — per vedere se alcun corpo nemico, si trovava sulla strada da percorrersi, io davo l'ordine di marcia per la via di Tivoli — disposti a combattere qualunque nemico che avesse voluto fermarci —