V'era, come sempre, insaziabile sete di sangue nel partito Austro-prete — ed era stato vittorioso dovunque nella penisola —

Richiesto di scegliere un luogo d'esiglio — io scelsi Tunis —

La mia speranza su migliori destini del mio paese — mi facea preferire un sito vicino — A Tunis trovavasi un Castelli di Nizza amico mio d'infanzia — ed un Fedriani amicissimo mio dal 34 — e compagno della prima mia proscrizione —

M'imbarcai dunque per Tunis sul vapore da guerra il Tripoli — A Tunis, il governo, subordinato alle ispirazioni della Francia — non mi volle — e fui trasportato indietro, e depositato nell'isola della Maddalena — ove stetti una ventina di giorni — Cosa ridicola! Non mancò chi m'accusasse al governo Sardo — o lo stesso governo lo finse: ch'io tramavo rivoluzioni — In quell'isola, ove la metà della popolazione — era in quel tempo a servizio regio — o pensionata — Buona popolazione d'altronde — che mi trattò molto bene —

Dalla Maddalena, fui imbarcato per Gibilterra sul brigantino da guerra Colombo — Il governatore Inglese di cotesta piazza — mi diede sei giorni di tempo per evacuarla — Con tanto affetto — e con ragione — com'ebbi sempre per quella nazione generosa — non posso dissimulare: che molto scortese, futile, ed indegno mi sembrò tale procedimento —

2º Periodo.

CAPITOLO X. Esiglio.

Se quel calcio al caduto — fosse stato dato da un vile, da un debole — pazienza! Ma da un rapresentante dell'Inghilterra — terra d'asilo universale! Ciò mi colpì sensibilmente!

Bisognò sgombrare — però — anche che avessi dovuto gettarmi in mare — e dal consiglio d'alcuni amici io mi decisi di passar lo stretto — e cercare un rifugio in Africa, dal Sig. G. Batta Carpeneto — console Sardo a Tanger — che mi accolse e mi ospitò in casa sua per sei mesi — coi miei due compagni ufficiali Leggiero e Coccelli —

A Modigliana io avevo trovato un prete benefico —