A Tanger vi trovai un console regio, generoso ed onestissimo — Ad ambi io sono debitore della maggior gratitudine — E ciò prova bene: esser giusto il vecchio proverbio «l'abito non fa il monaco» — E ciò prova pure: esser l'esclusivismo, professato da certa gente, un'errore — ed esser ben difficile di trovare la perfezione nell'umana famiglia — Procuriamo d'esser buoni — inculchiamo, quanto è possibile, le massime del giusto e del vero — nelle moltitudini — combattiamo ad oltranza la teocrazia e la tirannide sotto qualunque forza — perchè rappresentanti della menzogna e del male; ma..... siamo indulgenti con questa nostra ferina razza — che fra gli altri titoli a benemerenza, ha pur quello di generar sempre una metà di sè stessa — composta d'imperatori, re, birri di tante denominazioni — e preti — che sembrano proprio tagliati con tutti i più scelti attributi di scorticatori — per maggior gloria, e benefizio del resto —

A Tanger col generoso mio ospite Carpeneto — io passai vita tranquilla e felice — quanto lo può esser quella d'un esule Italiano, lontano da' suoi cari, e dalla patria sua — Almeno due volte la settimana, si andava a caccia, e si cacciava abondantemente — Poi, un amico mise un guzzetto (piccola barca) a mia disposizione — e si fecero anche delle partite di pesca — abondante pure in quelle coste —

L'ospitalità gentile ricevuta in casa del Sig. Murray, Vice-console Inglese — mi toglieva qualche volta dalla solitaria e selvaggia mia consuetudine —

Sei mesi dunque — passarono in quella vita — che mi sembrò tanto più fortunata — quanto era stato terribile il periodo anteriore —

Nella mia relegazione, però, non ero dimenticato da tutti i miei amici Italiani — Carpanetto Francesco — a cui dovevo, sino dal principio del mio arrivo in Italia in 48, un'infinità di favori, e gentilezze — aveva ideato di raccogliere, per mezzo de' miei conosciuti, e suoi, una somma sufficiente da costruire un bastimento, destinato ad esser comandato da me per guadagnar la vita —

Tale progetto mi sorrideva: Nulla potendo fare per l'adempimento della politica mia missione; mi sarei almeno occupato, lavorando mercantilmente, d'acquistare un'esistenza indipendente — e non più star a carico dell'uomo generoso che mi avea ospitato —

Io accettai immediatamente il progetto dell'amico mio Francesco — e mi disposi a partire per gli Stati Uniti ove doveva effetuarsi la compra del legno — Verso giugno del 1850, m'imbarcai per Gibilterra, di là a Liverpool, e da Liverpool a New-York —

Nella traversata per l'America, fui assalito da dolori reumatici, che mi tormentarono durante gran parte del viaggio — e fui finalmente sbarcato com'un baule — non potendo movermi — a Staten Island — nel porto di New York —

I dolori mi durarono un par di mesi, passati parte in Staten Island, e parte nella città stessa di New York, in casa del mio caro e prezioso amico Michele Pastacaldi, ove godevo l'amabile compagnia dell'illustre Foresti — uno dei martiri dello Spielberg —

Il progetto del Carpanetto, non poteva intanto attuarsi per mancanza di contribuenti — Egli avea raccolto tre azioni di dieci milla lire ognuna, dai fratelli Camozzi di Bergamo — e da Piazzoni; ma che bastimento si poteva comprare in America con trenta milla lire? Un piccolo barco per il cabotaggio — ma non essendo io cittadino Americano, sarei stato obligato di prendere un Capitano di codesta nazione — e non conveniva —