Ed il mondo rimane sempre preda delle miserabili nullità che lo sanno ingannare!
Dopo quella giornata ch'io chiamerò deliziosa — dopo tante angosciose — passata nella cara compagnia dell'interessante invalida — io la lasciai veramente commosso — Ambi cogli occhi umidi — pressentendo senza dubbio: esser cotesto — per ambi — l'estremo addio su questa terra — M'imbarcai nuovamente col vapore — e giunsi a Lima lunghesso la bellissima costa del Pacifico —
Ho detto bellissima, parlando del littorale occidentale dell'America, da Panama a Lima — ed avrei dovuto dire pittoresca — giacchè quella costa se eccetuati i punti di Panama, Guayaquil, Païta e Lima — offre nella maggior sua estensione, dei tratti che somigliano alle aride arene dell'Africa — Comunque la parte verde, somiglia agli Oasis — e cosa stupenda: in quel paese ove rarissime sono le pioggie ed insignificanti — l'acqua dolce zampilla vicinissima all'Oceano — e basta dovunque cavar pochi palmi, per trovarla abondantissima — Le Ande veri giganti della terra — poco distanti dal littorale, sono il serbatojo di quelle acque purissime tesoro del paese — forse più prezioso dei ricchi metalli che vi abbondano tanto —
Io mi aspettavo di trovare — in quel versante della grande catena Americana — più animata vegetazione — e meno desolanti deserti di sabbia — e me lo era ideato più bello assai il paese alle falde delle alte Cordigliere — Nato io stesso alle faldi delle Alpi, cercavo, invano, dal mare, una vallata deliziosa, da poter paragonare a quella della bella mia Nizza!
Comunque, assai pittoresca, è quell'interessante costa — non tutta bella — ma con pezzi bellissimi — come Lima — e la Valle del Paradiso — Valparaiso!
A Lima ove trovammo il S. Giorgio — io ebbi splendida accoglienza da cotesta ricca e generosa colonia Italiana — e massime dalle famiglie Sciutto, Denegri, e Malagrida — Il Sig. Pietro Denegri mi diede il comando della Carmen, barca di 400 tonnellate, e mi preparai per un viaggio in China —
Il mio amico Carpanetto partì da Lima col S. Giorgio per recarsi nell'America centrale — a prendervi il carico da lui preparato — Io non dovevo più rivedere quel carissimo uomo — a cui io andavo debitore di tanto affetto, tante gentilezze, e forse della vita — Egli moriva alcuni anni dopo di cholera, senza aver potuto ultimare le spedizioni che avea iniziato con tanta speranza e tanta sagacia — e che non fruttarono che amare delusioni, e la morte — in contrade tanto lontane dall'Italia sua ch'egli idolatrava —
Mi successe a Lima un fatto dispiacevole — prima d'imprendere viaggio — Io abitava nel principio del mio soggiorno a Lima in casa del Malagrida — ove convalescente ancora dalle febbri, io ebbi una cura ed assistenza veramente gentili da lui, e dalla cortese sua signora — In quella casa giungeva qualche volta uno di quei Francesi che professano il chauvinisme — Io, poco accostevole di natura — e scorgendo cotesto individuo molto propenso a parlare — scansavo di legar conversazione con lui — quanto possibile — Un giorno però giunse a pigliarmi — e mi portò mio malgrado sul tema della spedizione Romana eseguita dall'esercito Bonapartesco — Tale argomento mi riusciva naturalmente tedioso — e procuravo di cambiarlo — ma inutilmente — ed egli non solamente si ostinò a continuarlo — ma straripò in termini poco decorosi agli Italiani — Io risposi con parole un po' aspre — trattenendomi nei limiti della decenza convenevole alla casa in cui io mi trovavo, e lì finì l'incidente —
Pochi giorni dopo — trovandomi al Callao — porto di Lima — a bordo della Carmen, occupato ai preparativi del mio viaggio — mi giunse un giornale di Lima in cui quel Chauvin m'insultava —
Non feci parola — ma alla sera del Sabbato, in cui terminavano i miei lavori — me ne andai a Lima, cercai della casa sua — era un gran magazzeno — vi entrai — chiesi a lui se mi conosceva — ed alla sua risposta affermativa li diedi quattro bastonate con una canna leggiera che portavo di solito — siccome nel calore della cosa però, non mi ero curato s'egli fosse accompagnato o solo — mi trovai ad aver da fare con due antagonisti più robusti di me — Il nuovo arrivato vedendomi impegnato col suo compagno, mi amministrò una bastonata per di dietro sulla testa che mi coprì il volto di sangue, e nello stesso tempo cercava di ferirmi con uno stocco da tergo —