Lo stesso giorno di quell'attacco, e poco prima che succedesse — io ero stato chiamato dal re al suo quartier generale di S. Salvatore.
Egli mi ricevette benevolmente — mi diede delle istruzioni, e delle facoltà larghissime — per recarmi a coprire la capitale, mentre vi potesse esser pericolo d'un assalto imprevisto del nemico — e portarmi una volta quel pericolo svanito — sulla destra dell'esercito Austriaco per incomodarlo —
Ritornai dunque verso Torino sino a Chivasso — Là trovai l'ordine, di mettermi a disposizione del generale Sonnaz, colla brigata — Ebbi occasione in quella circostanza di ammirare il valore, e sangue freddo, di quel bravo vecchio generale — in una riconoscenza, spinta sino nelle vicinanze di Vercelli — Il nemico in forte numero, usciva da cotesta città, faceva delle scorrerie, toglieva, e depredava, quanto si trovava davanti — gettando lo spavento e la desolazione, tra le popolazioni circonvicine.
Negli ordini; in scritto, avuti dal re — v'era quello di chiamare a me, tutti i volontari rimasti nei vari depositi — ed il reggimento dei Cacciatori degli Apennini, composto dei giovani, venuti dalle differenti provincie Italiane, per servire ai miei ordini —
Per l'invio dei Cacciatori degli Apennini — ne scrissi a Cavour — e sotto un pretesto od altro — mai volle mandarmeli, ad onta del ordine suddetto — dimodocchè, mi persuasi: che non si voleva crescere il numero de' miei militi — Vecchia rogna, cominciato a Milano in 1848 da Sobrero, seguita a Roma da Campello — quando decretava: che il corpo da me comandato, non potrebbe oltrepassare il numero di cinquecento uomini — e continuato da Cavour nel limitarmi ai tre milla —
La composizione dei tre reggimenti, era di sei battaglioni, ciascuno di 600, formante un totale di 3600 — ma i depositi, e la poca assuefazione alle marcie dei miei giovani militi, li aveva ridotti, prima di passare il Ticino a tre milla —
Il Re, che se non avesse il difetto d'esserlo — ciocchè lo spinge e lo tuffa in molte più colpe — ma che, di coloro che lo attorniavano nel 59 — non era certo il peggiore — il re dico: inviò un second'ordine di marcia verso il lago Maggiore per operare sulla destra dell'esercito Austriaco — Ciò non piacque forse alla camarilla — ma a me moltissimo — e mi trovavo quindi libero nelle mie manovre — posizione che mi valeva un tesoro —
Mi congedai dunque, dal prode mio vecchio generale — a cui già mi legava un vero affetto — e marciai a Chivasso e di là a Biella —
L'accoglienza brillante e simpatica, fatta dai Biellesi alla mia gente, fu di buon augurio — Soggiornammo un giorno o due in quella cara città — e seguimmo poscia per Gattinara —
I nemici da Novarra — avendo sentito che mi dirigevo a quella volta — mandarono una ventina di soldati per tagliar la corda del Porto della Sesia — ma una guardia nostra, situata in quel porto ne impedito l'atto a fucilate —