Cotesto prode ed intelligente ufficiale, aveva uno stabilimento a Varallo Pombia — era quindi praticissimo dei luoghi che avvicinavano le sponde del Ticino — ed amato dalle popolazioni — dimodocchè egli preparò qualunque cosa per il passaggio, con una sagacia veramente ammirabile —
Io conferï con pochi de' miei più distinti ufficiali sulla mia determinazione, ed in termini da far capire ch'ero risoluto a tentare senza esitazione —
La mia paura — francamente — era: d'esser richiamato indietro — o d'aver qualche contr'ordine —
Da Borgomanero io ordinai i viveri ad Arona — e gli alogi — persuaso, che in quel paese, non mancherebbero spie Austriache da informarne il nemico —
Giunsi ad Arona colla brigata al principio della notte — entrai nel paese con alcuni cavalieri — fingendo di volervi prendere stanza — ciocchè facevano pure gli Ufficiali d'allogio, comissari e forieri —
Ordinai segretamente che si prendessero tutte le precauzioni, nelle differenti avvenute del paese, acciocchè la truppa non entrasse — e la feci incamminare verso Castelletto —
Giunti a Castelletto vi trovai le barche pronte al dissotto del paese — feci passare il secondo reggimento col Collonnello Medici — Tutto il resto, rimase sulla sponda destra — Il passaggio si effettuò in buon ordine — solamente siccome le barche erano un po pesanti, e molto cariche — non potendosi maneggiare facilmente, non approdavano allo stesso luogo — alcune era trasportate alquanto abbasso dalla corrente — e ciò cagionò alcun ritardo per la riunione del reggimento sulla sponda Lombarda —
Finalmente, si marciò su Sesto Calende — si fecero prigionieri alcuni preposti e gendarmi — e si stabilì subito il porto, su cui continuò a passare il resto della brigata — Credo il 17 Maggio 1859 —
Erimo sulla terra Lombarda! Al cospetto della potente dominatrice che da dieci anni preparava il suo esercito vittorioso — ch'essa ora credeva invincibile — a compiere ciocchè le avea mancato Novara — Forse sognando piacevolmente — di metter le ugne dell'aquila sua su l'intiera penisola —
Erimo tre milla — il bagaglio era poco, giacchè avevimo lasciato il sacco della gente a Biella — I carri avevano avuto ordine di fermarsi in Piemonte — meno pochi destinati alle munizioni — Alcuni muli per le stesse, e per l'ambulanza — s'erano provveduti — dall'egregio ed instancabile Bertani, capo-chirurgo —