Codesti fatti succedono nel nostro paese — ove i preti insegnano ai contadini: esser la loro patria il cielo — non l'Italia — che insegnano ad odiare! e gli eretici liberali che insegnano a maledire — ed a benedire i liberatori Chauvins od Austriaci!
E lo dico con anima amareggiata: «anche oggi — sventuratamente, succederà lo stesso — perchè il prete non si mette al suo posto — ed oggi, come sempre — egli insegna ad amar lo straniero ed odiar l'Italia!
Se quella masnada Austriaca — si fosse trovata invece, in un paese — ove s'insegna al contadino d'amare una patria che lo fa prospero — essa sarebbe stata certamente distrutta, od obligata di posar le armi —
Si raccolsero tutti i feriti nostri ed Austriaci — e s'inviarono a Varese — I prigionieri — che giustamente potevano pagare col loro sangue — quello dei nostri preziosi — assassinati dall'Austria — Ciceroacchio — Ugo Bassi — e tanti — furono invece trattatti con cure — forse più gentili ancora — dei nostri stessi.
Ciò non monta! Italia ben fa d'esser umana co' suoi carnefici! Il perdono è l'apannagio dei grandi — e la nostra bella patria — lo sarà grande — quando sanata dalla nera, scrofolosa genia — dei gesuiti e gesuitanti —
Marciammo quindi su Varese, con tutta la brigata, per lasciar riposare la gente — che molto abbisognavano di riposo —
Era questo, il primo combattimento per i nostri cacciatori delle Alpi — ed essi vi avevano spiegato un valore al dissopra d'ogni aspettazione — Militi giovani e nuovi alla pugna per la maggior parte — avevano combattutto con truppe regolari — ed educate a disprezzar gl'italiani — e le avevan fugate in ogni incontro — Io augurai bene da questa prima vittoria —
Le nostre perdite erano state comparativamente insignificanti, — per ciò che riguarda il numero — ma importanti, sensibili...! considerando la classe d'individui, che si perdevano — poichè la maggior parte degli uomini che mi ubbidivano — erano — non solo giovani di famiglie distinte ed educati — ciò era il meno — poichè gli educati ed i distinti — come i proletari — devono pagare il loro tributo alla patria — ma vi si trovavano nelle fila — come semplici militi, delle celebrità artistiche distintissime —
Bella e cara gioventù speranza dell'Italia — e che dovea nella ventura epopea del suo risorgimento — dar gli uomini che compirono Calatafimi — Monterotondo, e Dijon —
Tra i feriti non s'udiva un lamento — e se qualche grida si udivano — tra gli operati dal ferro chirurgico — quello era il grido di: «Viva l'Italia!» E quando un popolo giunge a questo punto: le tiare — le prepotenze dello straniero — e la tirannide domestica ponno far fagotto —