Mi limitai dunque ad un colpo di mano parziale — e ne incaricai due compagnie del primo reggimento — I capitani Bronzetti, e Landi — Il maggiore Marrocchetti doveva sostenerli col resto del battaglione — ed il collonnello Cosenz col resto del reggimento —
Fratanto mi erano arrivati due piccoli obici di montagna — e due cannoncini con alcune munizioni — condotti dal prode Capitano Griziotti —
L'operazione su Laveno non riuscì: il capitano Landi che assaltò per il primo — entrò nel forte verso la una della mattina, con una ventina di uomini — e non seguito dal resto della compagnia fu obligato di evacuarlo, essendo lui stesso gravemente ferito —
Il Capitano Bronzetti fu traviato dalle guide, e non giunse a tempo per cooperare all'assalto — dimodocchè, respinti, i nostri furono obligati di prender posizioni scoperte; ed ai nemici da dietro a' ripari dei parapeti riescì facile il ferirne alcuni —
Se col Capitano Landi, fosse entrato il resto della compagnia — e fosse stato seguito dall'altra compagnia di Bronzetti — il forte occupato da un'ottantina di nemici — sarebbe certamente rimasto in nostro potere — Preso quel forte, dominante tutte le altre posizioni, ed i vapori — io avrei potuto facilmente occupare Laveno — e tenermi così — aperte le comunicazioni col Piemonte —
Mancò l'assalto del forte, e mancò quello del lago sui vapori — non avendo potuto il maggiore Bixio indurre le barche di finanza della riva Piemontese ad accompagnarlo — Bisognò quindi pensare alla ritirata — Quando il nemico s'accorse — all'alba — che il nostro assalto era stato mancato — cominciò un fuoco tremendo, contro le compagnie che si ritiravano e le riserve — I forti ed i vapori canoneggiavano disperatamente, come s'avessero voluto vendicarsi della paura ricevuta nella notte — Essi tiravano dei razzi — trastullo favorito degli Austriaci — in quantità strabocchevole — Vero trastullo: giacchè mai ho veduto un'uomo od animale ferito da quella specie di spauracchi —
Volendo l'Austria — colla spavento massime — dominare in Italia — essa si è servita con molta compiacenza dei descritti razzi — che intimorivano senza ferire — e degli incendi che impaurivano e ferivano — Se ne ricordino bene i nostri concittadini! Io spero: le popolazioni che per loro sventura, l'hanno ancora sul collo, se ne sbarazzeranno presto — e più non vedremo i suoi razzi ed i suoi incendi — Ma se a caso — andasse diversamente la cosa — ricordiamoci dei razzi, degli incendi, e degli assassinï!
A mezzogiorno di Laveno, vi è un'altura coronata da boschi — dalla quale si domina perfettamente tutte le posizioni di Laveno ed il porto — Io avevo inviato la nostra piccola artiglieria su quella posizione — Essa servì ad allontanare alquanto i vapori — e la ritirata si fece in assai buon'ordine —
Il Capitano Landi si condusse da prode — avendo condotto sino dentro la fortezza la testa della sua compagnia — Forse l'oscurità della notte fu causa del traviamento del resto — Egli vi fu gravemente ferito — Se tanta fortuna avesse avuto il Bronzetti — anche valorosissimo — la riuscita dell'impresa era sicura — I tenenti Spegazzini, e Sparvieri, vi furono pure feriti combattendo egregiamente —
La sera dello stesso giorno, io ebbi avviso: che Urban era entrato in Varese — Ciò mi contrariava alquanto — io ero tagliato da Como — e non c'era tempo da perdere —