Chi mi aveva poi informato di tutto questo fu una coraggiosa ed avvenente fanciulla — che mi comparse — in un legno, sulla strada da Rubarolo a Varese — come una visione — mentre io marciavo colla brigata su quella città per attaccarvi Urban — Quella bella fanciulla, si era partita da Como, per annunciarmi lo stato deplorabile in cui si trovava, e sollecitare il mio ritorno —
A Como si pensò a qualche opera di difesa — su tutti i punti dominanti ed importanti dei dintorni — La popolazione si prestò alacremente a tali opere — La battaglia di Magenta però succeduta in quei giorni cambiò la faccia delle cose — Quella battaglia, com'era ben naturale, elettrizzò lo spirito publico — e fece più facile la condizione nostra — mentre quella del nostro avversario Urban a Varese — era divenuta ben critica — e non sarebbe stato difficile di farli metter giù le armi, se avessimo avuto alcune migliaja d'uomini di più — Considerando però: esser la mia brigata in quei giorni di circa due milla uomini — capaci di combattere — io non potevo certamente rischiarmi ad esser schiacciato, gettandomi attraverso la strada che doveva seguire il nemico tanto superiore in numero —
Io così stesso — avevo deciso una mattina di spingermi a cavaliere, sulle strade che Urban doveva percorrere per Monza — e ne fui distolto da varie ragioni — massime da quella che Urban sapendoci sulla strada di Monza — avrebbe preso quella di Como — per noi più importante e più sicura — sotto tutti gli aspetti —
Padroni del lago di Como coi vapori — non v'era più un solo punto sul lago — che non avesse abbassato le abborrite insegne dell'Austria — ed innalzato il tricolore — La importante città di Lecco — ci apriva pure la gran strada della Valtellina — e quella dell'Oriente, che va a Bergamo e Brescia — con cui era già in relazioni strette il nostro prode Gabriele Camozzi —
Gabriele Camozzi — è uno di bei caratteri — di cui fu ricca l'Italia nell'epoca del suo risorgimento — caratteri ch'è sempre una fortuna trovare, e che vi appariscono proprio nelle ore solenni d'un modo interessante — Io l'avevo veduto per la prima volta a Bergamo — ed avevo amato quella fisionomia simpatica — modesta e risoluta — La simpatia suscitatami era corrisposta — poichè all'atto del bisogno — io trovai le dieci milla lire del Camozzi — pronti a migliorare la mia condizione —
Verso l'epoca della battaglia di Novara — noi troviamo Camozzi — riunendo verso Bergamo, tre o quattro cento compagni — tra loro molti de' propri contadini — e marciando al soccorso di Brescia — la città eroïca — i di cui cittadini pugnavan col coltello, contro i numerosi ed aguerriti soldati dell'Austria — e si sostenevano per vari giorni — esempio sublime! Che seguito da tutte le città Italiane — insegnerebbe ai tracotanti vicini — che questa terra non è più vileggiatura per loro — e che non v'è potenza sulla terra che potrebbe dominare l'Italia con tali figli!
Sì! Il Camozzi marciava unico coi suoi compagni, in sostegno del valoroso popolo di Brescia — e fu bello quell'atto di coraggio e di slancio — per animare, per proteggere i combattenti, e pericolanti fratelli — o almeno per dividerne la sorte infelice!
Io ero lontano quando seppi tanto del Camozzi — e ne fui commosso d'ammirazione e di rispetto!
Oggi (1872) l'Italia non deve più temere: invasioni straniere — Una nazione che può armare più di due millioni di cittadini — chi diavolo potrà domarla! Ma perciò si dovrà seguire l'esempio de' prodi Bergamaschi — Gabriele Camozzi — come già dissi: era in corrispondenza con Bergamo, e co' paesi circonvicini — è superfluo il dire, quanto valevole mi era la cooperazione di quell'egregio compagno —
Ho già accennato, più sopra, i motivi che m'impedivano di gettarmi sulla linea di ritirata di Urban — Non abbracciando tale determinazione — e non volendo rimanere ozioso — divisai di operare sulla linea di Lecco, Bergamo e Brescia — linea più consentanea al genere nostro di operazioni — ed alle esigue forze a cui era ridotta la brigata —