Si continuava a suscitare l'insurrezione di coteste città e paesi importanti — conservando sempre la nostra libertà d'azione — Deciso dunque a quest'ultimo partito — cominciai ad imbarcare sui vapori parte della brigata per Lecco —
In quel tempo ricevetti una comunicazione del generale Fanti — ove mi diceva: se mi sembrava possibile, di operare in combinazione colle forze da lui comandate, contro Urban — Io non so da chi fu rimessa tale comunicazione — ma siccome non vidi il messo — ne fui richiesto da lui di risposta — io continuai la mia mossa verso Bergamo — lasciando agli alleati, la cura di perseguire Urban — allora in ritirata su Monza e l'Adda —
Da Lecco seguimmo la marcia su Bergamo — ove si trovavano gli Austriaci — si fece prigioniero un ufficiale nemico — che girava nei dintorni — imponendo una contribuzione di dodici milla svanziche — sotto minaccia in caso di rifiuto — della distruzione del paese — soliti complimenti di quei gentili padroni — consueti a metter subito in opera le loro minaccie — Questa volta — essi furon pagati con moneta simile a quella con cui Camillo pagò in Roma i Galli — cioè: con ferro.
Nell'avvicinarsi a Bergamo di mattina a buon'ora — seppimo dagli abitanti — che i nemici evacuavano la città — e per celere che fosse la nostra marcia, non fu possibile ragiungerli —
Noi occupammo Bergamo — ove trovammo cannoni e molte munizioni — ad onta d'aver il nemico procurato di distruggere ogni cosa —
Successe in Bergamo un fatto curioso — Al principio della nostra occupazione — dalla stazione della strada ferrata ci venne la notizia — che un corpo di mille uomini — partiva da Milano in soccorso del presidio di cotesta città —
Io radunai la brigata in detta stazione — occultandola nei fossi e nei caseggiati — e nei punti dei dintorni vantaggiosi ad occuparsi — Veramente il treno colla truppa Austriaca avvicinava; ma un cantoniere di codesta nazione che si trovava a Seriate — alla distanza di due miglia circa — avvertì il nemico della nostra presenza in Bergamo — Il nemico avvertito non proseguì il suo cammino, e si fermò a Seriate — indeciso probabilmente sul da farsi —
Il capitano Bronzetti, colla sua compagnia — inviato a quella direzione, in riconoscenza, caricò risolutamente il nemico, dieci volte più numeroso, e lo pose in fuga.
Quando io giunsi con alcuna forza per sostener Bronzetti il nemico era già scomparso — Ciò serva d'esempio ai nostri concittadini: Che tali padroni non meritavano, certo, d'averci per servi — e ciò prova a qual punto di demoralizzazione eran giunti i fucilatori di Ugo Bassi e Ciceroacchio —
Ebbimo alcuni feriti in quell'incontro veramente straordinario — ed il valoroso tenente Gualdo — fu malamente ferito in una gamba — che le venne amputata — Poco stettimo in Bergamo, sapendo: che il nemico metteva a contribuzione i paesi della Bassa — Marciammo in giù colla brigata — e si riparmiarono molte depredazioni ai poveri abitatori delle campagne —