Aporti — antico mio compagno di Roma — e di Lombardia — tanto valoroso nella pugna, come caro e gentile, nell'ordinario consorzio della vita — era caduto tra i nemici — e nella ritirata non potendo moversi per avere una coscia rotta — fu lasciato ed amputato poco dopo —

Io non so: se potrò palesare col tempo, i nomi dei tanti miei fratelli d'armi — martiri dell'Italia — che non ricordo — e che sì brillantemente pugnarono e cadettero sul campo di battaglia, in quel giorno ben memorabile per i cacciatori delle Alpi — Codesta giornata detta dei Treponti — fu la più contrastata e la più micidiale, in cui si trovassero i nostri del primo reggimento — ch'ebbero l'onore della giornata — Il secondo sostenne la gloria acquistata nei combattimenti anteriori — E le compagnie del terzo comandate dal bravo maggiore Croce — mostrarono ch'eran degne di combattere accanto ai valorosi loro compagni —

Il tenente Specchi fu ferito in un braccio — da quel valoroso che fu sempre — sostenendo la ritirata — Un distaccamento della compagnia Genovese — ch'io avevo condotto dal Chiese — giunse a tempo per sostenere i nostri — e segnalare la bravura di quella gente scelta — Stallo, Burlando, Canzio, Mosto, Rosaguti, Lipari — si distinsero come sempre —

Gli Austriaci cessarono di avanzare — ed i corpi de' cacciatori delle Alpi — che avean preso parte al combattimento — si riconcentravano sullo stradale presso i Treponti — raccogliendo i feriti — e ben stanchi dalla marcia, e pugna sostenuta —

Questo combattimento ebbe luogo sotto condizioni sì sfavorevoli — per aver avuto l'onore di trovarci agli ordini immediati del quartier generale principale — e quindi esser stato obligato di divider la brigata, lasciandone due terzi in protezione di quelle cavallerie ed artiglierie, che dovevano avanzare — e che mai si videro —

Per la prima volta — nella campagna — che mi trovavo a contatto del quartier generale del re — non avevo certamente motivo di lodarmene —

¿Si sapeva, o no: esser, il quartier generale dell'imperatore d'Austria a Lonato — centro di un'esercito di dugento milla uomini? — E se si sapeva, perchè mandarmi a Lonato con mille e otto cento uomini? Che non si sapesse — sarebbe aver un concetto poco favorevole allo stato maggiore del re di Sardegna — che d'altro poteva esser colpevole — non di mancar di spie —

¿E perchè promettere d'inviarmi due reggimenti di cavalleria, e una batteria d'artiglieria — per la salvezza delle quali, la mia piccola brigata fu sul punto d'essere intieramente distrutta — mentre non solo — nulla si mandava — ma nulla ho mai più saputo di tale batteria e tale cavalleria?

Fu dunque un tranello in cui si voleva avvolgermi — e perdere un pugno di valorosi — che davan sui nervi a certi grandi mastri da guerra!

Mi andai finalmente persuadendo: aver voluto burlare con noi — il quartier generale del re — e burlare un pò tragicamente — e ciò mi fece capire: non esser seria l'idea di voler occupar Lonato — e dovermi occupare dei fatti nostri — senza aspettare gli oracoli superiori — Tanto più: che partecipando — la sera — al Generale Cialdini — gli avvenimenti della giornata — egli mi fece la seguente risposta: «Mi stato fresco se vi fidate a tale gente» Io, quindi dovevo contare su me stesso, e sui miei compagni per ulteriori disposizioni — e procurare di non cader nelle ugne dell'esercito nemico — ancora intiero e poco distante da me — come lo provarono i fatti che seguirono da vicino —